I presidenti dei consigli d’istituto delle scuole comasche scrivono al Comune per chiedere di rallentare sulla riorganizzazione della rete scolastica cittadina. Mercoledì hanno inviato una lettera anche alla Provincia e agli uffici scolastici regionali, dopo aver letto il progetto che prevede di passare da 8 a 5 istituti comprensivi in città. Un cambiamento che porterà molte classi e molti edifici a cambiare riferimento, oltre a chiusure e trasferimenti in vista dell’anno scolastico 2027/2028.
Il piano nasce da un’indicazione della Regione Lombardia, che a fine luglio ha chiesto ai comuni di adeguare le proprie reti scolastiche al calo degli iscritti, sceso di quasi il 7% a Como negli ultimi tre anni. Non è però la prima proposta di questo tipo: è già il terzo tentativo in tre anni, e i precedenti hanno portato a diversi ricorsi legali ancora in corso, come quello sulla primaria Corridoni di via Sinigaglia, la cui chiusura resta per ora sospesa dopo un pronunciamento del Consiglio di Stato. Proprio per questo, dicono i presidenti, mettere insieme in un solo passaggio la riduzione degli istituti, le chiusure e gli spostamenti dei plessi è rischioso: servirebbe invece un percorso più lungo, spiegato passo dopo passo, con tempi e risorse chiari fin dall’inizio.
Le preoccupazioni dei presidenti riguardano soprattutto i bambini e i ragazzi. Nella lettera si chiede di valutare meglio cosa cambierà per l’insegnamento, per la continuità dei percorsi scolastici e per l’inclusione degli alunni con maggiori difficoltà. Ci sono poi dubbi sul personale, sugli insegnanti e sugli uffici, e sulla possibilità di gestire bene gruppi di scuole che arriverebbero a comprendere anche 11 o 14 edifici. Resta inoltre da chiarire come e quando verranno sistemati gli edifici scolastici che ne hanno bisogno, visto che il piano per ora non indica soldi né tempi precisi.
I presidenti non chiedono di fermare tutto, ma propongono di sedersi insieme a un tavolo: Comune, Provincia, uffici scolastici e rappresentanti delle famiglie, per costruire un progetto che duri più anni, con obiettivi e risorse chiari fin da subito. Un modo, spiegano, per valutare anche altre soluzioni possibili prima che la Provincia, che ha l’ultima parola sulla rete scolastica del territorio, approvi il piano in via definitiva. Tra i firmatari anche Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto del Borgovico, insieme ai colleghi degli altri cinque istituti comaschi Centro Città, Lago, Lora Lipomo, Nord e Rebbio.



