Un minorenne comasco è coinvolto nell’indagine dei poliziotti della Digos e dei carabinieri del Ros che riguarda 14 under 18 e 3 maggiorenni residenti in tutta Italia, accusati di propaganda e istigazione per delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica, religiosa e addestramento ad attività con finalità di terrorismo.
L’indagine è nata dal monitoraggio dei canali online riconducibili all’area suprematista e neonazista. Eseguiti nelle scorse ore 17 decreti di perquisizione personale, locale e informatica. Gli indagati, secondo quanto accertato da polizia e carabinieri, partecipavano attivamente a due gruppi sui social network. Uno seguiva attivamente la “Chat del Nuovo Ordine Europeo” focalizzato sulla propaganda dell’ideologia nazista, la supremazia della razza bianca, l’antisemitismo, il negazionismo dell’Olocausto e la diffusione di manuali per la realizzazione di ordigni esplosivi. Altri partecipavano a “F.F.I.” Fronte Fascista Italiano, gruppo in cui venivano promossi odio e violenza contro ebrei, persone di colore e la comunità LGBTQ+.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati coltelli, vessilli e oggettistica che richiama alla simbologia nazista, nonché numerosi device usati per diffondere i messaggi di propaganda.
All’interno dei gruppi, i partecipanti condividevano e promuovevano manifesti e documenti estratti delle stragi compiute da attentatori suprematisti con descrizioni minuziose delle armi e delle dinamiche utilizzate; esaltazione di Adolf Hitler, delle SS e della simbologia fascista e suprematista; istruzioni operative con dei tutorial per il maneggio di armi da fuoco e coltelli, oltre a manuali per la costruzione e l’innesco di ordigni esplosivi artigianali. Accertata infine la partecipazione a sessioni di gioco interattivo pensate per ricreare e simulare violenza ed eliminazione di minoranze etniche.
Solo un mese fa, un 16enne di Como era stato fermato con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e propaganda e istigazione a delinquere, per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.


