Le dimissioni dal Consiglio comunale di Como Antonio Tufano innescano un botta e risposta politico tra Fratelli d’Italia e Pd. Intanto si attende di capire se sarà effettivamente Roberto Tassone a prendere il posto lasciato vacante dal collega di partito.
Per ricapitolare Tufano nelle scorse ore ha fatto un passo indietro in seguito alla vicenda di cronaca che lo ha visto coinvolto. È accusato di aver minacciato e frantumato a colpi di mazza da baseball il lunotto posteriore dell’auto di un’amica nella notte tra domenica e lunedì scorsi. Non si tratta della prima situazione che ha visto il politico finire nei guai. E dopo un confronto con i vertici territoriali l’ormai ex consigliere comunale ha diffuso una lettera per motivare la decisione.
“Sicuramente – ha precisato – gli episodi in cui sono stato coinvolto sono difficili da spiegare ma sono sempre stati dettati dalla buona fede. In merito all’ultimo evento – scrive – ho solo cercato di non far mettere al volante una donna che non era nelle condizioni di guidare in sicurezza”.
L’ormai ex consigliere – oltre a ringraziare Fratelli d’Italia – si rivolge poi a chi l’ha votato: “Garantisco che il mio impegno nelle sedi istituzionali e per Como continuerà. La partita non finisce qui… Mi metto in panchina Ma non è un addio” – ha concluso.
Stando ai voti ricevuti dovrebbe subentrargli, come detto, Roberto Tassone che, contattato, ha spiegato di non poter ancora sciogliere la riserva perché nel frattempo è stato nominato dal ministero della Salute nel consiglio di amministrazione (2024/2028) del Policlinico di Milano. “Stiamo verificando che non sussistano impedimenti prima di dare una risposta” ha detto il diretto interessato che ha aggiunto “anche se ormai a fine mandato sarebbe un impegno stimolante per me e una novità per tutti”. Se per Tassone arrivasse uno stop il nome successivo è quello dell’ex assessore Marco Butti.
Il “caso Tufano”, intanto, è finito al centro di un botta e risposta infuocato. Con il Pd che in una nota firmata dalla vicesegretaria Livia Sarda parla di “fatti gravissimi” e rimprovera i meloniani per “aver chiesto le dimissioni in piena campagna elettorale quando d’improvviso – si legge -ci si ricorda dell’etica”. A stretto giro la replica di Fratelli d’Italia firmata da Stefano Molinari e Alessandro Nardone che parlano di “ironia mal riuscita” dei dem e dicono di “non accettare lezioni di responsabilità politica da chi giudica gli avversari secondo criteri diversi da quelli applicati alla propria parte”.


