Punto Nascita dell’ospedale di Erba: chiusura a fine ottobre. Interrogazione di Zoffili al ministro

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Il Punto Nascita dell’ospedale di Erba si avvia verso la chiusura in tempi rapidi. Dopo la decisione dell’Ats Insubria e dello stesso presidio, mancava soltanto il parere del Comitato Regionale Percorso Nascita, che si è riunito martedì e ha dato il via libera. Secondo quanto comunicato dall’Ats, indicativamente il Punto Nascita resterà operativo fino alla fine di ottobre. Soltanto poco più di un mese, dunque, e poi la sospensione dell’attività del reparto.
Alla base della scelta di chiusura e riorganizzazione, il numero ridotto di parti, soltanto 250 previsti quest’anno, 70 in meno del 2025.
“L’obiettivo – ribadisce in una nota l’Ats Insubria – è garantire alle donne e alle famiglie un percorso nascita sicuro, appropriato e di qualità: le future mamme già seguite dall’ospedale di Erba continueranno a beneficiare della presa in carico durante la gravidanza e saranno accompagnate verso il punto nascita della rete individuato per il parto. Contestualmente saranno definite le modalità organizzative più idonee a garantire continuità assistenziale, in raccordo con i consultori familiari e gli altri servizi del territorio”.
La decisione, annunciata anche se non in via definitiva la scorsa settimana, ha suscitato subito le reazioni della politica e dei sindacati. I rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil hanno espresso la loro preoccupazione per il futuro dell’intera struttura. Mentre il deputato comasco Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Erba, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Orazio Schillaci per approfondire tutte le soluzioni che possano scongiurare la chiusura del reparto. “Il punto nascita dell’ospedale di Erba non si tocca. – sottolinea Zoffili, che spiega – Nell’interrogazione ho indicato l’opportunità di aprire un tavolo tecnico tra Governo e Regione, oltre a quello territoriale con tutte le parti interessate, che ho già richiesto al sindaco. Il nostro ospedale serve un territorio ampio, – continua il deputato – che comprende l’Erbese, la Vallassina e il Triangolo Lariano, dove la prossimità dei servizi sanitari rappresenta un elemento fondamentale, anche alla luce delle caratteristiche geografiche del territorio. Il parametro delle 500 nascite annue va certamente considerato, ma non può essere l’unico elemento di valutazione”.
Intanto, gli esponenti di Patto per il Nord hanno scritto al governatore lombardo Attilio Fontana, mentre quelli del Circolo di Fratelli d’Italia di Erba, hanno avviato una petizione su change.org, che ad oggi ha raggiunto le 1.900 firme. “Sarebbe una perdita inestimabile, – dicono – Conosciamo i decreti e i parametri rigidi, ma siamo convinti che, con la giusta volontà politica, salvare il reparto sia possibile. Non possiamo permettere che la burocrazia prevalga sui bisogni dei cittadini”.