300 comaschi che risiedono nel quartiere di Albate attualmente senza medico di base. E’ il dato che emerge dopo l’assemblea convocata ieri sera alla Cascina Massè dal Pd organizzata dal segretario di circolo Francesco Finizio. Una serata a cui hanno preso parte numerosi cittadini e durante la quale hanno portato la loro esperienza alcuni medici del territorio. Dalla pediatra, oggi in pensione, Roberta Marzorati all’urologo Paolo Furgoni a Paolo Iaria medico di base a Rebbio.
L’assemblea è nata dall’esigenza di provare a proporre delle soluzioni, partendo da una situazione di criticità. A partire dal primo luglio scorso. infatti, nella popolosa frazione si è registrato un ridimensionamento dei servizi medici di prossimità: tra pensionamenti, spostamenti e sostituti che ricevono molto più lontano (uno a Brunate) le difficoltà si sono moltiplicate. Uno scenario che – aveva spiegato Finizio – ha lasciato 2.300 pazienti senza un medico di medicina generale. C’è chi è riuscito ad agganciare i camici bianchi – ormai arrivati al tetto massimo di pazienti – nei quartieri limitrofi, altri si sono spostati in convalle. Ad oggi risulterebbero ancora 300 persone sprovviste di dottore o perché non hanno fatto ancora nessuna scelta tra quelle possibili o perché non sono riusciti.
Durante l’incontro sono state portate diverse testimonianze dei residenti e dei problemi che subentrano per gli anziani e i pazienti fragili, ma si è provato anche ad avanzare delle proposte a partire anche dall’esperienza dei medici in sala. Tre su tutte: convenzioni con il Comune per locali in cui aprire gli ambulatori a prezzi calmierati o addirittura gratuitamente; incentivare i consorzi di medici per condividere spese e personale infermieristico o di segreteria così da alleggerire il carico di lavoro del medico, oggi sempre più imbrigliato nella burocrazia; sfruttare la collaborazione con il terzo settore. E poi diventa fondamentale rendere attrattive le periferie anche ai nuovi camici bianchi per il rapporto che si instaura con la comunità e – a livello logistico – per una maggiore facilità negli spostamenti e nei parcheggi.
“A breve – spiega Finizio – potrebbe esserci la possibilità di una dottoressa in formazione (per un massimale di 1.000 pazienti) le istituzioni devono farsi trovare pronte”.
I dem hanno anche avviato una raccolta firme – arrivata a quota 400 sottoscrizioni – che sarà inoltrata alle autorità competenti, Comune e Asst, invitate all’assemblea ma non presenti.
“Asst Lariana – conclude Finizio – ha manifestato apertura al confronto avendo avvisato della sua assenza e chiedendo di ricevere aggiornamenti mentre dal Comune non abbiamo avuto nessuna risposta neppure all’invito”.
Intanto il caso della carenza di medici ad Albate da locale diventa nazionale previsto domani in piazza del Tricolore l’arrivo delle telecamere di Canale 5.


