Sette persone arrestate e altrettante denunciate nell’operazione della polizia di Stato Upriver, contro lo sfruttamento sessuale di minori online. Alle attività, che hanno coinvolto Lombardia, Veneto e Toscana, hanno partecipato anche gli agenti della polizia postale di Como.
Gli arrestati, fermati in flagranza di reato, sono accusati di detenzione di materiale di pornografia minorile. L’indagine, diretta dalla procura della Repubblica di Milano e condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Milano, con il coordinamento operativo del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della polizia postale è stata avviata lo scorso anno nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia.
L’attività investigativa ha consentito di esplorare e monitorare in maniera continuativa, a livello transnazionale, i canali online di distribuzione del materiale illecito, permettendo di individuare alcuni account, attraverso i quali erano stati condivisi e scaricati video e immagini pedopornografiche. Nelle scorse ore sono scattate le perquisizioni e poi i provvedimenti cautelari.
Le persone arrestate sono residenti due nella provincia di Milano, due di Bergamo, uno di Varese, uno nella provincia di Vicenza e uno a Firenze. Hanno tra i 38 ed i 78 anni e sono stati trovati in possesso di un’ingente quantità di materiale di sfruttamento minorile. Sono stati sequestrati oltre 100.000 files, tra immagini e video, e circa trenta smartphone, tablet, pc, hard disk per un totale di oltre 26.000 GB di materiale informatico.
All’operazione hanno partecipato più di sessanta agenti della polizia postale delle sezioni operative di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Mantova, Pavia, Como, Vercelli, Verona, Ascoli Piceno, Vicenza e di Firenze. I centri operativi sono costantemente impegnati nel monitoraggio della rete per tutelare i minori e intercettare e bloccare attività illecite legate allo sfruttamento online di bambini e ragazzi.


