Non soltanto la politica: genitori, comitati e associazioni da sempre in difesa delle scuole di Como sono intervenuti a stretto giro contro il piano del sindaco Rapinese, soddisfatti per il risultato ottenuto in consiglio provinciale.
Il piano scuole si ferma in Provincia, le reazioni di Nova Como e Molteni
Una decisione, dicono i vertici di Nova Como Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, che “rappresenta finalmente una risposta concreta alle esigenze delle famiglie e alla richiesta di stabilità delle comunità scolastiche. Il provvedimento rileva che alcune modifiche sono prive degli elementi richiesti dalla normativa e dalle indicazioni regionali – proseguono Minniti e Falanga – È un passaggio importante – aggiungono – che mette un freno all’improvvisazione e all’incapacità di questa amministrazione di costruire un piano scolastico serio e duraturo”. Poi l’appello indirizzato direttamente al Comune che, dicono da Nova Como, “deve assumersi la responsabilità di cambiare metodo, riaprire il confronto e costruire una programmazione stabile e condivisa. Le scuole – concludono – sono un investimento sul futuro della città. Non possono essere sottoposte ogni anno a decisioni estemporanee”.
Esprime “grande soddisfazione” anche il presidente del consiglio di istituto Como Borgovico, Simone Molteni, da sempre in prima linea in difesa della primaria Corridoni, contro l’intenzione di chiuderla e farla diventare un autosilo. “La Provincia è entrata nel merito, ha ascoltato i diretti interessati e poi ha deciso di conseguenza, approvando le parti razionali e bocciando quelle prive di senso”, commenta. “Come presidenti di 6 istituti, ci eravamo già espressi bocciando piano e metodo del Comune. Insieme – continua Molteni – rappresentiamo 4.200 alunni con relative famiglie, per un totale di circa 15mila cittadini”, numeri “non trascurabili” per il presidente del consiglio di istituto. “Oggi stiamo festeggiando perché abbiamo visto un’istituzione fare il proprio lavoro – aggiunge – Non era scontato e questo è sintomatico di quanto bisogno di normalità ci sia oggi a Como. Dobbiamo tornare a sentire che le istituzioni che paghiamo con le nostre tasse siano al servizio dei nostri interessi e non di logiche incomprensibili. Che le istituzioni – conclude – siano dalla parte dei cittadini e non contro di loro”. Molteni non è contrario a un piano di razionalizzazione, ma – precisa – “dovrebbe essere pensato per il medio e lungo termine, mentre il Comune di Como ha presentato in 3 anni ben 3 piani, generando caos e agitazione nel personale scolastico e nelle famiglie”. L’appello, infine, resta al dialogo e al confronto.
La manifestazione delle famiglie
Sulla stessa linea il comitato Como a misura di famiglia. “Senza intesa e dialogo non si costruisce futuro”, dicono i genitori che annunciano una manifestazione nella mattinata di sabato 17 ottobre. “Come Comitato Genitori – concludono – chiediamo il rispetto, la competenza e la trasparenza che fino ad ora sono mancati nell’amministrazione della città”.
La partenza è prevista alle 10 da piazzale Somaini, zona Corridoni. Il corteo attraverserà alcune vie del centro fino ad arrivare in piazza Perretta. Il comitato critica in particolare la chiusura al dialogo da parte del sindaco Rapinese. Per le famiglie le scelte dell’amministrazione hanno “sradicato la fiducia tra cittadini e Comune e sostituito la programmazione con l’improvvisazione”. “Per questo – aggiungono – è giunto il momento di dire “ora basta”. Vogliamo guardare al futuro con coraggio e fiducia. È arrivato il momento – dicono i genitori a una settimana dalla manifestazione – di ridisegnare la nostra città, ricostruire le relazioni, immaginare nuove politiche a misura di famiglia e per tutta la cittadinanza”.




