Dai supermercati agli aerei passando per le banche del sangue. Da giorni in Europa si ripetono attacchi hacker che ai danni economici (il riferimento è, in particolare, alla merce andata a male e quindi buttata) sommano un timore crescente e in più campi, in primis quello sanitario. In Francia sono stati presi di mira i frigoriferi che conservano il sangue, si è tentato di innalzare le temperature. Fortunatamente gli allarmi hanno funzionato, ma gli episodi hanno fatto scattare l’allerta anche in Italia. Il Centro Nazionale Sangue ha invitato – in accordo con il ministero della Salute – le strutture trasfusionali a mantenere la massima attenzione verificando le temperature ed elevando ulteriormente le misure di sicurezza. Le strutture si stanno adeguando in tutto il Paese e anche il centro trasfusionale comasco, che fa capo all’Asst Lariana, si è attivato.
“Sono state rafforzate le attività di sensibilizzazione e prevenzione, con particolare attenzione alla sicurezza dei dispositivi e dei sistemi di monitoraggio” è quanto fa sapere l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Lariana.
Per quanto riguarda i trasporti, sono gli allarmi bomba a preoccupare i viaggiatori. Una ventina i voli coinvolti nei cieli europei, un terzo dei quali in arrivo o in partenza dall’Italia, interessati anche gli scali lombardi di Malpensa e Linate oltre a Roma Fiumicino.
La responsabilità delle minacce è ancora da verificare e non è chiaro se esista o meno un collegamento tra i diversi episodi ma questa nuova ondata di segnalazioni contribuisce a far crescere la preoccupazione europea per le cosiddette operazioni ibride (sabotaggi, attacchi informatici e altre attività che mirano a provocare disagi e destabilizzazione) proprio come quelle che hanno colpito i sistemi di refrigerazione della grande distribuzione o l’attacco, appunto, alle riserve di sangue in Francia.
“Attacchi di questo tipo possono avere conseguenze economiche nella vita quotidiana di tutti noi. Nei prossimi mesi potrebbero intensificarsi, è realistico attendersi un peggioramento e un inasprimento delle minacce informatiche”. Ha spiegato alla redazione Luigi Martino, docente di Cybersicurezza Università di Bologna.


