400 iscritti al meeting diocesano dei cantori. Il cardinale Cantoni: “Siete immagine di bellezza”

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Quasi 400 iscritti, tra cantori, direttori e rappresentanti dei gruppi corali. È il numero raggiunto dal secondo Meeting diocesano dei cantori, in programma sabato 7 novembre in Duomo a Como, promosso dall’Ufficio diocesano per la liturgia. Un’adesione significativa che conferma il desiderio di vivere un’esperienza comune.

Si tratta di un appuntamento formativo rivolto a chiunque, nelle parrocchie, anima abitualmente il canto durante le celebrazioni. A spiegarlo è don Nicholas Negrini. Presenti per l’occasione direttori e rappresentanti dei cori, ma anche singoli cantori. L’obiettivo è raggiungere anche quelle realtà più semplici e quotidiane, spesso fondamentali per la vita liturgica delle comunità. Alle 10 il vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, ha presieduto la celebrazione eucaristica, seguita da un incontro di formazione e laboratorio musicale, curato dall’Ufficio liturgico. La mattinata si è chiusa con la preghiera dell’Angelus.

“Nel vedervi così numerosi – ha detto il cardinale Cantoni nella sua omelia – vorrei sottolineare che siete un’immagine di bellezza. Il vostro ritrovarvi insieme è un’occasione che suscita sentimenti positivi, serenità e pace. Siete uno spettacolo di unità e di comunione ecclesiale”.

“Viene spontaneo sottolineare quanto il santo pontefice Paolo VI affermava sulla bellezza, che voi realizzate proprio con la musica e il canto – ha aggiunto il vescovo – “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”.

“Il canto favorisce la comunione – ha aggiunto – è un’occasione per diventare più amici tra di voi (e oggi sappiamo quanta rara è la capacità di rapportarsi con gli altri in sincera amicizia). Allo stesso tempo, attraverso la sinfonia delle voci, diventate voi stessi, insieme, un unico inno di lode a Dio, superando anche le vostre differenze. Il canto liturgico diventa simbolo della comunione ecclesiale. La vostra fedeltà nel canto – ha concluso Cantoni – è segno di un servizio indispensabile per la costruzione di una comunità che fa dell’Eucaristia il vero centro fondativo, mentre tutti si trovano uniti in un solo corpo e ciascuno partecipa con i suoi propri doni”.