Futuro del piroscafo Patria. Lo storico: “Vedrei bene una maggiore partecipazione del ministero dei Beni Culturali”

Il futuro del piroscafo Patria resta ancora incerto, nonostante siano in molti a chiederne il salvataggio.

“Speriamo che la fase di stasi dovuta alla pandemia, ma già maturata ben prima di essa stia terminando”, così Massimo Gozzi, storico della navigazione sul Lario e dei suoi battelli storici, interviene sulle pagine del Corriere di Como, a proposito della auspicata ripartenza del quasi centenario piroscafo proprietà della Provincia di Como, da tempo fermo, ormeggiato davanti a Villa Olmo, sul lungolago del capoluogo, in attesa che il gestore che ha vinto il bando di Villa Saporiti possa attivarsi per recuperarlo.

“Attori coinvolti competenti”

“Personalmente –continua Gozzi- vedo che gli attori coinvolti, la nuova società di gestione e l’armatore Provincia di Como, sono formati da persone competenti e di assoluta fiducia, ma vedrei bene un ruolo più partecipato da parte del ministero dei Beni Culturali mentre potrebbero e dovrebbero migliorare i rapporti tra i diversi enti interessati alla ripartenza dell’attività del piroscafo Patria, primo fra tutti la Navigazione Laghi”, spiega lo storico impegnato anche nel coordinare alcune iniziative al Museo della barca lariana di Pianello del Lario, “La Navigazione lariana e la sua storia sono una miniera tutta da scoprire, che ti porta a guardare il lago –conclude Gozzi- come se fosse un grande palcoscenico”.

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