“Abbassare i toni per permettere a tutti di lavorare con serenità” è la richiesta che arriva dal presidente dell’Istituto Comprensivo Como-Borgovico, Simone Molteni, che vede al centro la scuola primaria “Corridoni” destinata dal prossimo anno alla chiusura, almeno nelle intenzioni dell’amministrazione comunale. Molteni si rivolge al sindaco Alessandro Rapinese che soltanto sabato, dopo la prima manifestazione di protesta organizzata in via Sinigaglia, aveva risposto alle famiglie di tornare pure al Tar sottolineando che: “La scuola Corridoni non serve perché abbiamo altri spazi a disposizione per gli studenti, abbiamo decine di ingegneri che stanno studiando la situazione” (rivedi qui l’intervista). Parole che non vanno giù alle famiglie. “Sono sbalordito, usare toni aggressivi è ridicolo in particolare se ci si rivolge a genitori esasperati proprio per aver seguito le sue indicazioni dell’anno scorso: hanno spostato i figli dalla “Sauro” alla “Corridoni” e ora si sentono dire che già l’anno prossimo dovranno trasferirli ancora”. Dice Molteni che aggiunge: “Per essere concreti e non perdere altro tempo chiediamo ufficialmente al Comune di fornirci i nominativi e i contatti di queste decine di ingegneri. Vogliamo poterci confrontare con loro sui numeri, in vista della convocazione del 15 settembre ricevuta da tutti i Presidenti di Consiglio d’Istituto”.
Il presidente del Consiglio d’Istituto ribadisce inoltre: “Abbiamo chiesto (come già fatto l’anno scorso) di procedere con un piano complessivo e di lungo termine e non con questo stop and go in cui le notizie vengono date di anno in anno creando solo incertezza, disagio e un enorme spreco di risorse pubbliche”.
Alla Corridoni si è investito nelle attrezzature e anche nell’immobile – si precisa ancora –. “Abbiamo detto che ci sono soluzioni alternative, ci abbiamo lavorato giorno e notte e lui non le vuole neanche sentire, liquidando il tutto con un ‘andate ancora al TAR?’. Negli ultimi 12 mesi Rapinese ha già perso 5 a zero al TAR e aizzare i genitori a ritornarci non mi sembra la mossa migliore”.
“Tra i presenti sabato c’erano moltissime persone che hanno votato Rapinese e vogliono capire come sia possibile che i numeri del Comune siano così diversi da quelli rilevati da chi nella scuola vive ogni giorno. Intendiamoci – conclude il presidente del Consiglio d’Istituto – per me sulle scelte politiche tutto è lecito ma sui numeri di partenza non può esserci ambiguità”.



