Un grande dirigente sportivo che, ciclisticamente parlando, mosse i primissimi passi della sua prestigiosa carriera proprio nel territorio comasco da direttore sportivo dell’Unione Sportiva Mozzatese nei primi anni del boom economico dopo seconda guerra mondiale. Sabato 2 maggio al Museo del Ciclismo del Ghisallo sarà ricordata la figura di Agostino Omini.
Figura storica del movimento ciclistico italiano, presidente della Federazione Ciclistica Italiana per quattordici anni, dal 1981al 1995 e a lungo ai vertici dell’Unione Ciclistica Internazionale, Omini è morto nel luglio del 2024 a 97 anni-
Alle 11 di sabato al Ghisallo sarà presentato il libro “Una vita in corsa– Da Milano al mondo: dietro le quinte del grande ciclismo”. Un volume che è insieme testimonianza storica e affetto familiare e un omaggio delle figlie alla memoria del padre. Un racconto nato dai ”quaderni” di appunti che Omini ha compilato per decenni, custodendovi aneddoti, sfide politiche e visioni che hanno trasformato il mondo delle due ruote, rendendolo più organizzato e moderno.
L’opera, curata dalle figlie Antonella ed Elisabetta Omini, nasce dal desiderio di condividere il “diario di bordo” di un uomo che ha attraversato il Novecento con visione e coraggio. Dalle umili origini come fattorino a 12 anni per sole 7 lire al giorno, fino ai vertici dell’Unione Ciclistica Internazionale, la vita di Agostino Omini è stata lo specchio del boom economico italiano e della rinascita dello sport.



