La lotta alla violenza sulle donne passa anche dalla cura degli uomini aggressivi e responsabili di maltrattamenti. Da un anno, l’Ats Insubria ha attivato una rete di Centri per Uomini Autori o potenziali autori di Violenza e il primo bilancio è di 398 richieste di informazioni e appuntamenti tra Como e Varese, in 224 casi sfociati in un trattamento.
La rete Cuav ha due sedi a Como, in via Borsieri e in viale Varese assicura percorsi di responsabilizzazione dedicati agli uomini che hanno avuto comportamenti violenti o che riconoscono di avere difficoltà nella gestione della rabbia.
Nel primo anno di attività, 224 uomini hanno completato la valutazione di idoneità al trattamento. Chi si rivolge al centro, come emerge dai dati diffusi dall’Ats Insubria, ha un’età media di 42 anni e in un caso su 3 è sposato. Il 61,5% ha un impiego stabile e quasi uno su due ha un diploma di scuola media. La maggior parte accede ai CUAV in presenza di provvedimenti giudiziari già attivi e i reati più frequenti riguardano episodi di violenza domestica verso partner, ex partner e, in alcuni casi, figli.
“I dati di questo primo anno dimostrano quanto sia fondamentale lavorare sulla protezione delle vittime e anche sul cambiamento degli uomini autori di violenza – è l’analisi di Ats Insubria – Intervenire su entrambi i fronti significa prevenire nuove situazioni di rischio e contribuire alla creazione di comunità più consapevoli e sicure. La collaborazione con scuole, enti e servizi territoriali è un investimento necessario sulla cultura del rispetto”.
Nei centri gli uomini possono trovare un supporto per riconoscere i loro gesti e prevenire le recidive attraverso interventi sia individuali sia di gruppo. Accanto ai percorsi di trattamento, l’attività di prevenzione rappresenta una componente centrale del progetto. Tra le iniziative attivate un gruppo psicoeducativo rivolto a uomini con storie di dipendenza, incontri nelle scuole superiori sul tema degli stereotipi di genere e del consenso ed eventi pubblici realizzati in collaborazione con realtà locali e servizi dedicati. Previste attività anche in carcere, con gruppi dedicati ai detenuti. Alle quattro sedi del centro si aggiungono le attività di Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, Dorian Gray Onlus, Associazione InfraMente e Fondazione Somaschi.


