Imprese nel Comasco, crescono le liquidazioni: +20% nel primo trimestre

piccole imprese

In provincia di Como, la crisi di liquidità sta spingendo sempre più imprese verso il capolinea: nel primo trimestre del 2026, le liquidazioni giudiziali sono aumentate del 20%. Secondo i dati del report di Cribis (società del Gruppo Crif), il territorio comasco è passato dai 20 casi dello scorso anno ai 24 attuali. Si tratta di aziende che, non riuscendo più a pagare i debiti, hanno dovuto avviare in tribunale la procedura che ha sostituito il vecchio fallimento.

Il dato locale riflette un’emergenza regionale: in Lombardia si contano sei fallimenti al giorno. Questo significa che ogni 24 ore, in media, sei attività diverse alzano bandiera bianca e avviano le pratiche di liquidazione. In totale, tra gennaio e marzo, le procedure sono state 572, un balzo del 19% rispetto all’inizio del 2025 che riporta la situazione ai livelli critici del periodo pre-Covid.

A pesare è soprattutto la difficoltà di ottenere prestiti. Come sottolineato dall’amministratore delegato di Cribis, Marco Preti, per molte imprese — specialmente nel commercio e nei servizi — è diventato quasi impossibile recuperare il denaro necessario per pagare fornitori e stipendi. Con la fine degli aiuti statali e l’aumento dei tassi d’interesse, non basta più avere clienti: senza liquidità immediata in cassa e con le banche che stringono i freni, il rischio di chiudere definitivamente è diventato ormai quotidiano.