In trasferta da Napoli a Como, scoperto con la refurtiva poco dopo la truffa alla 90enne. Arrestato

Truffatore napoletano 28enne arrestato dalla polizia a Como. Gli agenti ieri pomeriggio, durante una serie di controlli nella zona della Stazione San Giovanni di Como, in piazzale San Gottardo, hanno individuato un uomo al telefono che stava salendo su un taxi. Monitorato è stato fermato per un controllo dal quale sono emersi i precedenti legati alla droga e a una truffa ai danni di una persona anziana, avvenuta la scorsa settimana in provincia di Lecco.
 

Nonostante il 28enne, residente a Torre Annunziata, si fosse mostrato sin da subito ostile, gli agenti lo hanno perquisito. Trovati circa 5.000 euro in contanti e molti gioielli, elemento determinante per ricondurlo ad un’altra possibile truffa.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno quindi proseguito l’attività investigativa per definire i contorni della vicenda e individuare la vittima. Attraverso un meticoloso lavoro di ricostruzione dei movimenti del sospettato, e grazie a una segnalazione arrivata nel frattempo alla sala operativa, gli investigatori sono riusciti a risalire ad un’anziana 90enne che, contattata, ha riferito che l’uomo l’aveva chiamata sulla linea telefonica fissa spacciandosi per poliziotto e si era presentato a casa sua sostenendo di dover requisire denaro e beni preziosi in suo possesso per verificarne la provenienza.
 

L’uomo è stato arrestato in flagranza per truffa aggravata, gli è stato inoltre notificato un Foglio di Via Obbligatorio da Como per la durata di due anni. E’ stato processato con rito direttissimo, assistito dall’avvocato Simone Bosisio, ha chiesto i termini a difesa, udienza aggiornata al 17 giugno, nel frattempo rimarrà ai domiciliari dove vive e a Torre Annunziata.

“Il rapido intervento delle forze dell’ordine ha consentito di recuperare la refurtiva e di assicurare alla giustizia il malvivente – dichiara, in una nota, il Sottosegretario all’Interno Nicola Molteni -. La truffa agli anziani è uno dei reati più vili e infami perché prende di mira soggetti fragili e vulnerabili. Nessuna tolleranza e lotta senza quartiere contro chi si macchia di questo odioso crimine, come dimostrano i decreti sicurezza, fortemente voluti dal Governo, dal ministro Piantedosi e dalla Lega, che inaspriscono le pene fino alla reclusione in carcere”.