Chi l’avrebbe mai detto, sette anni fa, che il Como sarebbe passato dai fangosi campi della provincia all’olimpo della Champions League? In effetti qualcuno lo aveva detto, proprio ai microfoni di Espansione Tv. Nel novembre 2023 il poco incline ai riflettori Mirwan Suwarso, oggi presidente del Como 1907 e uomo di fiducia della proprietà indonesiana, annunciò l’arrivo di Cesc Fàbregas sulla panchina lariana e tracciò la rotta del club con parole che oggi suonano profetiche. “L’obiettivo è la promozione in Serie A”, disse allora: promozione che è poi arrivata davvero. Quindi aggiunse: “Entro 5-10 anni puntiamo alla Champions”. Un traguardo raggiunto in meno di tre anni.
Certo, va detto fin da subito, il segreto alla base successo del progetto Como risiede in parte nelle enormi disponibilità economiche della famiglia Hartono, i magnati indonesiani dell’industria del tabacco rappresentano la proprietà più ricca della serie A, oggi. Ma la storia non si esaurisce qui, perché di grandi investimenti nel calcio se ne sono visti molti, e solo pochi hanno prodotto risultati simili a quelli di questo Como. C’è stato anche molto coraggio: ai tempi del suo ingaggio Fàbregas, che prese la squadra in Serie B, aveva ancora il patentino da allenatore, e l’unico grande nome acquistato sul mercato, Álvaro Morata, si è rivelato poi tra i meno incisivi del gruppo. Il resto della rosa era composto soprattutto da giovani talenti poco più che ventenni, profili su cui era difficile capire fin da subito se si trattasse di scommesse vincenti o di delusioni.
Quella del Como è stata quindi una vera scommessa, nella quale un ruolo centrale lo ha avuto proprio l’allenatore spagnolo, capace di puntare con coraggio su un gruppo di giovani promesse e di plasmare una squadra in grado di imporre il proprio credo tattico senza timori reverenziali. E così che in pochi anni il Sinigaglia è diventato il palcoscenico delle geometrie di Nico Paz, delle invenzioni di Martin Baturina e delle parate di Jean Butez. Un progetto fortemente internazionale, che non ha mancato di alimentare discussioni e polemiche sulla scarsa presenza di giocatori italiani in rosa.
E ora che il Como si è guadagnato il suo meritato posto in Europa, anche il Sinigaglia, storica perla dell’architettura razionalista affacciata sul lago, è in fase di trasformazione per adeguarsi agli standard UEFA. Non resta che attendere i primi riscontri sul campo europeo: le aspettative, ormai, sono altissime.


