“Le voci del territorio: sfide, opportunità e prospettive delle emittenti radiotelevisive lombarde”, questo il titolo del convegno che si è svolto oggi a Roma. L’evento voluto dal sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Alessandro Morelli, ha visto la partecipazione di istituzioni, editori e professionisti del settore. La televisione locale per dare voce agli usi e costumi di un territorio. Un inno alle proprie radici, un antidoto alla cultura globalizzata, per assicurare a tutti un accesso equo.
I numeri della Tv locale disegnano un quadro positivo: 173 le emittenti misurate da Auditel, 8 milioni 300mila gli utenti raggiunti un giorno medio, che in un mese salgono a 28milioni 500mila. Dal 2017 al 2025 l’ascolto medio dell’emittenza locale è aumentato del 44%, mentre quella nazionale è in calo. Un bilancio chiaro, che ne dimostra la rilevanza per i territori. Si tratta di un servizio di pubblica utilità irrinunciabile, che svolge un ruolo informativo determinante.
Il comasco MAURIZIO GIUNCO, vicepresidente Confindustria Radio Televisioni e presidente dell’Associazione Tv Locali spiega: “La Tv locale non è solo baluardo di democrazia. Dà voce al territorio ed è portatrice di un’identità culturale precisa, in un contesto in cui ogni regione e ogni provincia presenta caratteristiche diverse. Dà voce a usi e costumi, un inno alle proprie radici. È un antidoto al pensiero uniformato e alla cultura globalizzata. Assicura un accesso equo e un’informazione verificata. La Tv locale continua a crescere, mentre cala l’emittenza nazionale”.


