Tra i primi a raccogliere il sondaggio Etv e a rilanciarlo sul terreno politico ci sono i Giovani Democratici, l’organizzazione giovanile del Pd. La rilevazione dell’Istituto Piepoli, presentata venerdì sera nella puntata di Nessun Dorma su un campione di 600 comaschi, ha del resto consegnato ai giovani dem più di un argomento su cui far leva. A colpire, in particolare, è il dato che riguarda la loro stessa generazione, visto che sotto i 25 anni il gradimento per il sindaco Alessandro Rapinese si fermerebbe all’11%, dunque a meno della metà di quella media cittadina che pure resta ferma al 22%.
È da quel divario che il segretario Alessandro Rossi fa partire il proprio ragionamento, leggendo nei numeri il segnale di una città in cerca di una svolta, soprattutto fra i più giovani. Lo fa, però, con una certa prudenza, perché un sondaggio, ricorda lo stesso Rossi, resta pur sempre la fotografia di un momento e non un risultato elettorale. Quei dati, semmai, andrebbero intesi come il punto di partenza di una sfida ancora tutta da giocare, e proprio da qui nascerebbe l’invito rivolto al centrosinistra a cambiare passo.
Il discorso, del resto, non riguarda solo il presente. L’opposizione di questi anni, riconosce lo stesso segretario, è stata necessaria, ma adesso servirebbe qualcosa in più, tanto più che la stessa rilevazione sembra premiare il Pd, accreditato al secondo posto col 22% alle spalle di Fratelli d’Italia. Proprio per questo Rossi immagina una Como più aperta e dinamica, una città capace di trattenere i giovani invece di spingerli altrove e di valorizzare fino in fondo quel ruolo di cerniera tra Milano e la Svizzera che da sempre le viene riconosciuto.
Il ragionamento, dunque, finisce per andare oltre la singola fotografia scattata dal sondaggio. Nei prossimi mesi, è la conclusione del segretario dei giovani dem, il centrosinistra non potrà accontentarsi di criticare l’amministrazione Rapinese, perché ci sarebbe ormai una generazione che non si rassegna a gestire l’esistente e che, semmai, vorrebbe iniziare a immaginare il futuro della città.



