Addio a un grande del ciclismo: a 80 anni è morto Tino Conti

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Addio a un grande del ciclismo lariano: all’età di 80 anni è morto Costantino “Tino” Corti.

Classe 1945, era nato il 26 settembre,  Conti nella sua carriera ha conquistato  il terzo posto al Mondiale di Ostuni 1976 e al Giro di Lombardia 1974, il quarto al Giro d’Italia 1974 e alla Milano-Sanremo 1975. Nel suo palmarès vittorie in numerosi circuiti dell’epoca e poi al Giro delle Marche, alla Tre Valli Varesine e in altre corse nel nostro Paese. Di quel periodo aveva conserva una solida amicizia con il grande Eddy Merckx.

Nato e residente a Nibionno, in provincia di Lecco, Conti ha sempre specificato: «È vero, hanno fatto la nuova provincia, ma mi sun cumasch e stop».

Una carriera importante, con la grande delusione del bronzo ai Mondiali di Ostuni, in Puglia, nel 1976. Per lui Conti non era un ricordo bello. «Ancora oggi ci sono appassionati che dicono che quel giorno avrei meritato l’oro» spiegava. Ma la tattica dell’Italia fu quella di sostenere Francesco Moser «che in volata perse con Freddy Maertens».

Tino Conti era un passista-scalatore. Tra le sue giornate di gloria, il terzo posto nella mitica tappa alle Tre Cime di Lavaredo al Giro del 1974, quella in cui un giovane Gianbattista Baronchelli vinse, con Eddy Merckx in forte difficoltà. Proprio il “Cannibale” era stato capitano di Conti all’esordio del lariano tra i Professionisti, nella stagione 1969, nella squadra della Faema. Quell’anno “Tino” vinse il Giro delle Marche e al Giro d’Italia si piazzò secondo nella tappa Napoli-Potenza, vinta da Michele Dancelli.

Poi le stagioni alla Scic (1970 e 1971), alla Ferretti (1972) alla Zonca (1973) con una serie di buoni piazzamenti e qualche vittoria. Alla vigilia del 1974 Conti iniziava a pensare al dopo carriera e aprì una agenzia assicurativa a Erba. Ma i dirigenti della Zonca lo convinsero a proseguire. E così, incoraggiato anche dalla moglie Maria Carla, tornò a concentrarsi sullo sport del pedale: fu l’anno del quarto posto al Giro d’Italia, del terzo al “Lombardia” e della vittoria alla Tre Valli Varesine. Il tutto nobilitato dalla convocazione ai Mondiali di Montreal.

Anche il 1975 non fu male, con l’ottavo posto alla “Corsa rosa” e il quarto alla “Sanremo”, fino ad arrivare al 1976, quello del Mondiale di Ostuni, di cui si è già detto, in un anno che per Conti era stato caratterizzato da un problema ad un ginocchio.

Poi il declino e la decisione di fermarsi nel 1978.

 

In anni recenti Conti è stato vicino alle realtà del territorio, società ciclistiche e Museo del Ciclismo del Ghisallo, e ha anche scritto un libro con la sua storia “Tino Conti si racconta”, pubblicato nel 2024.
L’ultimo saluto al campione comasco sarà sabato alle 15 nella chiesa di San Carlo di Cibrone. 

Le immagini della carriera

Tino Conti, a destra, sul podio mondiale di Ostuni nel 1976
In corsa accanto al grande Eddy Merckx
Una recente immagine del campione comasco al Museo del Ciclismo del Ghisallo