Maturità, ora la seconda prova

Riposta la penna del tema d’italiano, c’è già da riprenderla in mano per la seconda prova. Per gli oltre mezzo milione di maturandi italiani, di cui 3.200 nel comasco, la maturità è appena cominciata. Stamattina sul banco li aspettavano le tracce scelte dal Ministero da Cesare Pavese e Vitaliano Brancati,al discorso di Giuseppe Saragat sulla nascita della Repubblica, fino al brano di attualità di Mario Calabresi. Domani, alle 8.30, arriva invece la seconda prova scritta, la più temuta da molti perché riguarda la materia principale di ogni indirizzo, quella che più caratterizza il corso di studi seguito in questi cinque anni.
Al liceo classico, ad esempio, gli studenti dovranno tradurre un brano dal latino, allo scientifico dovranno affrontare problemi ed esercizi di matematica. Negli altri istituti la prova seguirà la stessa logica e metterà al centro la materia di riferimento, dall’inglese al linguistico, al diritto per le scienze umane, fino all’economia aziendale e alle materie del turismo nei tecnici e professionali. Anche domani il tempo a disposizione è di sei ore a fare eccezione il liceo artistico, dove la prova è di gran lunga la più impegnativa, perché chiede di elaborare un vero e proprio progetto e si distribuisce su tre giornate da sei ore ciascuna, e può arrivare fino a 18 ore di lavoro complessive.
Superati i due compiti scritti, ai maturandi resterà soltanto l’ultimo passaggio, il colloquio orale, in programma dalla settimana successiva agli scritti, una volta che i professori avranno corretto e valutato entrambe le prove e si protrarranno per diverse settimane, fino a concludersi intorno alla prima metà di luglio. Proprio l’orale è la grande novità di quest’anno, perché cambia volto rispetto al passato. Innazitutto si svolgerà davanti a commissioni più piccole, ridotte da sette a cinque membri. Da quest’anno, inoltre, il confronto si concentra su quattro materie soltanto, fissate dal Ministero, e i professori non potranno spingersi oltre. Due sono le stesse degli scritti, l’italiano e la materia d’indirizzo, le altre due cambiano da scuola a scuola e vengono indicate ogni anno tra le discipline più importanti di ciascun corso. A cambiare è anche l’avvio della discussione, il colloquio si aprirà infatti con una riflessione del candidato sul proprio percorso, a partire dal curriculum dello studente, il documento che da alcuni anni raccoglie voti, esperienze e attività di ognuno. A decidere l’ordine con cui i ragazzi saranno chiamati è una lettera dell’alfabeto, estratta a sorte nei giorni scorsi, A coronamento di questo lungo esame arriverà il voto finale espresso in centesimi, per chiudere definitivamente il percorso di studi durato cinque anni.