Lavori all’ex nido di Camerlata, spesa da 500mila euro. Ad Albate dubbi del Pd sulla fine del cantiere

Sarebbe dovuto riaprire lo scorso settembre, poi si era parlato di dicembre e ora, finalmente, qualcosa si muove all’ex asilo nido di piazza Camerlata. È quanto messo nero su bianco in una determina del Comune di Como relativa all’intervento di ristrutturazione dell’ex nido Nuvoletta. È stato aggiornato il costo complessivo dell’operazione, che prevede un investimento di 500mila euro e non più di 450mila. Aggiornato e approvato dalla giunta Rapinese anche il documento di indirizzo alla progettazione. Tempi ancora incerti però per la riapertura. A sfogliare le carte sembra che bisognerà aspettare oltre 1 anno. 15 mesi per l’esattezza, salvo ulteriori – futuri – aggiornamenti. Ma dall’amministrazione comunale nessuna precisazione in tal senso.

Tapparelle abbassate, quando non sono rotte, giochi abbandonati, corridoi vuoti dove un tempo correvano i bambini e pareti ingrigite dall’inesorabile scorrere del tempo: ora però all’ex nido Nuvoletta di Camerlata i lavori dovrebbero accelerare. La struttura, da adibire a scuola dell’infanzia, è destinata ad accogliere i bambini e il personale dell’asilo di via Varesina. Un plesso chiuso dal 2016 che necessita di lavori per essere adattato a ospitare i piccoli dai 3 ai 6 anni, al momento fermi nell’edificio di via Varesina. La struttura, tuttavia, presenta gravi problemi di infiltrazioni e umidità, che causano macchie e rendono inaccessibili diversi spazi. La manutenzione straordinaria sarebbe troppo impegnativa e onerosa, per questo lo stesso Comune aveva valutato il riutilizzo dell’ex nido di piazza Camerlata, costruito tra il 1974 e il 1975. Gli interventi prevedono l’adeguamento degli spazi interni, con spazi destinati alla didattica, al gioco e ai servizi mensa. Saranno adeguati anche gli impianti elettrici, antincendio, di riscaldamento e idrico sanitari. Prevista la manutenzione straordinaria e l’adeguamento della copertura e dei serramenti esterni.

Intanto occhi puntati anche sull’asilo nido di via Longhena ad Albate, quartiere di Como, chiuso dal luglio del 2023, al centro di una maxi riqualificazione che prevede la realizzazione di un nuovo polo educativo da 0 a 6 anni e sul quale negli scorsi mesi era intervenuti il sindaco Rapinese. Un progetto da 5 milioni 500mila euro finanziato nell’ambito del Pnrr che dovrebbe essere concluso entro il 30 novembre 2026. “La recente deliberazione della Corte dei Conti della Lombardia fotografa una situazione critica sul progetto di realizzazione del polo dell’Infanzia di via Longhena, con il concreto rischio di perdere i fondi europei“. A dirlo sono Francesco Finizio, referente scuole del Pd di Como, e il consigliere comunale Stefano Legnani, che esprimono dubbi sulla possibilità di ultimare i lavori al nuovo polo dell’infanzia in poco più di tre mesi. “La chiusura prolungata della struttura sta privando il quartiere di Albate del nido da troppo tempo – aggiungono i due esponenti dem – Si sarebbe potuto posticipare la chiusura del nido solo quando i lavori fossero effettivamente iniziati”. Poi le domande rivolte all’amministrazione comunale: “Quali possibilità ci sono che si riesca a completare l’opera nei tempi promessi? – si chiedono – Quando Albate riavrà il nido? – infine – I fondi Pnrr sono garantiti o c’è il rischio di perderli? “Quando si parla di servizi rivolti ai bambini la preoccupazione deve essere quella del benessere delle famiglie – dicono Legnani e Finizio – Attualmente – concludono – i bambini più piccoli sono distribuiti in altre strutture della città e raggiungere sedi alternative significa per i genitori affrontare oltre mezz’ora di tragitto, con un carico pesante in termini di tempo, costi e stress”.