Chiusura della primaria Corridoni, il provveditore: “Spetta al Comune trovare una nuova scuola”

La chiusura della primaria Corridoni di Como sembra sempre più difficile. Ora interviene anche il provveditore Imerio Chiappa, che prende posizione contro Palazzo Cernezzi e, in sintesi, spiega che spetta proprio al Comune trovare una nuova scuola per i bambini della Corridoni. Ma andiamo con ordine.

Il futuro dell’elementare Corridoni. Il provveditore Chiappa chiarisce le competenze

Il destino della scuola elementare di via Sinigaglia, sulla carta, sarebbe già scritto. Il Tar ha infatti confermato la volontà del Comune, eppure non è ancora detta l’ultima parola. Tutto ruota attorno alla Foscolo di via Borgovico, plesso al centro di un progetto di riqualificazione e ampliamento che però non è ancora partito. Insomma, manca poco più di mese alla ripresa della scuola, ma all’istituto che dovrebbe accogliere i piccoli alunni della Corridoni è tutto fermo. “Si ritiene opportuno precisare – si legge nel documento ufficiale firmato dal provveditore – che la scelta e la messa a disposizione degli edifici destinati a ospitare le istituzioni scolastiche non rientrano nelle competenze di questo Ufficio scolastico territoriale“. Quindi precisa: “La competenza in materia di edilizia scolastica e di individuazione delle sedi delle scuole primarie è attribuita all’Ente locale proprietario degli immobili – in questo caso il Comune – che ne cura la disponibilità, l’idoneità e la sicurezza”.

“L’Ufficio scolastico territoriale, così come l’amministrazione scolastica nel suo complesso, non può sostituirsi all’Ente locale nell’individuazione di edifici o sedi fisiche destinate allo svolgimento delle attività didattiche – ribadisce il provveditore – Eventuali richieste e affermazioni volte ad attribuire all’Ufficio tale funzione risultano prive di fondamento”, perché le competenze sarebbero ben diverse. Cioè la didattica è responsabilità dell’amministrazione, mentre quello che riguarda gli edifici è materia del Comune.

Ancora nessun lavoro alla scuola Foscolo

Spazio quindi alla Foscolo di via Borgovico, dove – scrive il dirigente – “i lavori di ampliamento – previsti e necessari – non hanno in realtà mai avuto inizio, rendendo impossibile il trasferimento in tempi congrui per il regolare avvio del prossimo anno scolastico“.

Il provveditore ribadisce però la piena disponibilità per trovare una “soluzione che consenta il regolare avvio e svolgimento del servizio scolastico, una volta che l’Ente competente abbia individuato e reso disponibile una sede idonea, indicando in modo chiaro gli spazi destinati alla collocazione delle 11 classi interessate, per consentire le attività scolastiche previste”. A queste si aggiungerebbero, come sottolineato al Comune dalla preside Grazia Miccolis, 5 spazi mensa, 6 laboratori e 3 aule gioco per bambini con specifici bisogni educati. Alla Corridoni sono 201 i bambini iscritti, con 35 nuove iscrizioni per le classi prime.

L’intervento dell’ufficio scolastico regionale

Sul tema è intervenuto persino il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Luciana Volta. “Sulle responsabilità istituzionali è doveroso ristabilire la verità. La normativa è inequivocabile: per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, la proprietà degli edifici, la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi di messa in sicurezza e le decisioni conseguenti allo stato degli immobili sono competenza del Comune”.

All’Ente regionale, spiega Volta, spettano “programma gli investimenti, mette a disposizione risorse economiche attraverso bandi dedicati e sostiene gli enti locali nella riqualificazione del patrimonio scolastico. Non gestisce gli edifici, non ne decide la chiusura e non può sostituirsi ai Comuni nell’esercizio delle loro funzioni. Il confronto politico è indubbiamente sempre legittimo. Meno legittimo – conclude – è attribuire ad altri responsabilità che la legge assegna chiaramente al Comune“.