Como, scontro sindaco-tassisti. Rapinese: “Una lobby”. La replica: “Disprezzo per la categoria”

Nuovo botta e risposta a distanza tra il sindaco di Como Alessandro Rapinese e i tassisti. Il primo cittadino, in diretta su Etv, ha risposto a un cittadino che lamentava la carenza di taxi per le emergenze degli anziani, con la richiesta al Comune di istituire un servizio dedicato.
“Noi abbiamo aumentato del +51% le licenze, da un turno siamo passati a tre ed è come se avessimo triplicato i taxi, un record in Italia, Paese in mano alla lobby dei tassisti – ha detto il sindaco – quando vado in giro mi dicono come abbiamo fatto. Se mi chiedete di più allora diventerò il mago Silvan e inizierò a trasformarli con l’imposizione delle mani ma abbiamo già fatto una cosa pazzesca. L’anno prossimo – ha proseguito Rapinese – faremo una rivalutazione delle necessità dell’utenza e rivedremo se il contingente è sufficiente o no, ma adesso all’amministrazione si devono solo fare applausi a scena aperta: +51% di licenze, se lo facessero a Roma brucerebbero il Campidoglio. Direi che rispetto alla situazione drammatica di quando mi sono insediato, oggi è un altro pianeta”.
Non si è fatta attendere la replica dell’associazione di categoria T.Asso Taxi. “Aumentare il numero delle licenze è stata una scelta amministrativa e ha tutto il diritto di rivendicarla – dicono i tassisti, rivolgendosi a Rapinese – Quello che non ha il diritto di fare è utilizzare quella decisione come lasciapassare per trattare con disprezzo un’intera categoria di lavoratori, dipingendola ancora una volta come una non meglio precisata “lobby”. Il famoso +51%, ripetuto come se fosse un miracolo mai visto nella storia dell’umanità, significa concretamente 23 nuove licenze partendo da un contingente di appena 45. Una scelta che può essere discussa e valutata, ma che non autorizza nessuno a mettere alla berlina chi lavora ogni giorno, sostiene costi, paga tasse e risponde personalmente del proprio servizio. – continuano i tassisti – Se ci sono disservizi, un’amministrazione seria li documenta, effettua controlli e applica le sanzioni previste. Non costruisce macchiette e non umilia pubblicamente una categoria. La lobby sarebbero alcune decine di tassisti comaschi, mentre davanti ai colossi internazionali si stende il tappeto rosso? – si chiedono – Criticare è legittimo. Amministrare è doveroso. Disprezzare chi lavora non è né modernità né buona politica: è soltanto propaganda fatta prendendo di mira sempre i soliti. I tassisti non chiedono privilegi. Chiedono regole uguali per tutti, controlli veri, confronto e rispetto”.