Venezia, l’ipotesi del ticket d’accesso fino a 50 euro. Gli albergatori: “Una misura contro il turismo cafone”

Ticket di accesso a Venezia, dal sindaco Venturini arriva la proposta di innalzare il tetto a un prezzo che va dai 30 ai 50 euro in determinate date e in base al numero di prenotazioni, esentando – oltre ai residenti e ai lavoratori – anche i turisti che scelgono di pernottare nella laguna, destinando gli incassi a una migliore manutenzione – e pulizia – della Serenissima e garantendo servizi di alto livello.

Venezia studia un ticket d’accesso più caro per destagionalizzare e limitare i turisti incivili

Una soluzione contro l’overtourism, contro un turismo mordi e fuggi che alla città costa molto ma lascia poco, e anche una strategia per destagionalizzare i flussi, rendendo la città più fruibile in alta stagione e più appetibile in altri mesi dell’anno.

Una mossa per tutelare la città di Venezia, che è un museo a cielo aperto, amata dai turisti italiani e stranieri. Una tariffa mobile, per favorire una riflessione tra i visitatori che scelgono di scoprire il fascino veneziano. Un’ipotesi ancora al vaglio, che trova il “no” delle opposizioni. Favorevoli, invece, gli albergatori locali. L’ipotesi mira a incentivare la scelta di periodi meno affollati, per esempio tra novembre e febbraio, quando la città è decisamente accessibile.

Gli albergatori: “Un modello per Como e altre città”

Sempre più spesso paragonata a Venezia, anche Como fa i conti con un turismo in continua crescita. L’ipotesi che arriva dalla laguna di introdurre un ticket d’accesso potrebbe essere l’occasione per programmare e organizzare i flussi turistici, rendendo più vivibile la città, in primis per i residenti, oltre a promuovere un turismo di qualità.

Lo spiega Daniele Minotto, direttore dell’Associazione veneziana albergatori.