Niente bagno nel primo bacino del lago e lidi a prezzi turistici. In queste caldissime giornate di inizio estate i comaschi per cercare un po’ di refrigerio e fare una nuotata (rigorosamente in piscina) dovranno rassegnarsi a spendere, mentre i visitatori stranieri che desiderano fare un tuffo nel Lario dovranno uscire dal capoluogo. Anche se, come accade ormai da anni, c’è un punto che resta altamente e pericolosamente frequentato: lo specchio d’acqua davanti al Tempio Voltiano.
Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha annunciato che per aprire gli spazi e le vasche esterne di Casate i dipendenti hanno avanzato due richieste: la presenza di una guardia e l’aumento dei prezzi per garantire sicurezza, controlli e per differenziare l’utenza cercando di scoraggiare le “teste calde”. (Leggi qui per approfondire).
Queste le motivazioni ufficiali ma il salasso è servito per tutti. Le nuove tariffe, in vigore da domai, svelano praticamente un raddoppio: per l’intera giornata tra tuffi e tintarella il biglietto passa da 7 a 13 euro con il ridotto che da 4 scatta a 7 euro. Va da sé che una famiglia di quattro persone che fino allo scorso anno pagava 22 euro ora ne pagherà 40.
Questo accade in periferia, ma in città cosa succede? Ci si può recare allo storico lido di Villa Olmo, struttura pubblica data in concessione ai privati.
Quest’anno il vecchio gestore, dopo un periodo di incertezza, è stato autorizzato in extremis dal Comune all’apertura e potrà operare finchè non sarà pronto il nuovo bando. Per evitare un anno di stop è stata concessa l’occupazione senza titolo fino alla nuova gara. Ma questa condizione – come era stato spiegato – non consente di chiedere formalmente la concessione lacuale e così sono state rimosse le boe ed è stato vietato il bagno nel lago, peraltro – e qui sta la beffa – in un punto balneabile. Non resta, dunque, che “accontentarsi” di sdraiarsi al sole – in spiaggia o sul prato – e della piscina costo tra i 20 e i 22 euro a persona (incluso però ombrellone e lettino), 12 euro il solo ingresso per stendersi sul telo.
Sul fronte opposto, a Villa Geno, c’è un’altra struttura pubblica data in concessione, l’attuale “Giulietta”, dove si può godere di un po’ di relax in riva al lago, qui la balneazione è vietata. Costi anche in questo caso non proprio economici: dai 20 ai 25 euro in settimana e dai 25 ai 35 nei weekend e nei festivi (con ombrellone, lettino e altri comfort).
A fronte di strutture a prezzi poco popolari e dell’impossibilità di poter nuotare nel Lario c’è poi una situazione che sfugge di mano ogni anno di più. Google maps addirittura la segnala come “Tempio Voltiano beach” (ne parlavamo qui). Nonostante i cartelli di divieto per motivi igienici e di sicurezza anche oggi non mancava chi si nuotava e chi prendeva il sole sul prato. Scena che ormai inizia a ripetersi anche in altri punti della città, come accade tra Villa Olmo e la passeggiata Gelpi e ai piedi della grande fontana di Villa Geno.


