Timbravano il cartellino uno al posto dell’altro poi si allontanavano dall’ufficio e andavano a svolgere le loro commissioni, assenze che a volte facevano scattare anche la maturazione di ore di lavoro straordinario.
Dopo un anno di indagini – avviate l’estate scorsa – la guardia di finanza, attraverso l’incrocio delle timbrature del badge, le immagini della videosorveglianza, la geolocalizzazione degli spostamenti e i pagamenti fatti con le carte elettroniche, ha denunciato due dipendenti pubblici del Comune di Como, un uomo e una donna, per peculato d’uso, false attestazioni o certificazioni, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.
In base a quanto ricostruito dalle indagini dalla Fiamme Gialle i due impiegati, insieme o separatamente, durante l’orario di lavoro si sarebbero dedicati frequentemente a incombenze personali, spesso con l’auto di servizio. Oltre a prolungate pause pranzo, più lunghe del previsto, sarebbero stati documentati numerosi spostamenti, come ad esempio il rinnovo della patente, e acquisti (dai generi alimentari all’abbigliamento) nei negozi di Como ma anche in altri comuni e in Svizzera. Sempre durante il turno di lavoro avrebbero svolto pure esami in strutture sanitarie o in studi medici privati e visite a parenti residenti fuori dalla provincia di Como. Il tutto, come detto, grazie allo scambio dei cartellini che risultavano regolarmente timbrati. In questo modo avrebbero quindi gestito le assenze e gli allontanamenti non autorizzati dall’ufficio generando peraltro la maturazione di straordinari.



