Como senza medici di base, allarme dei sindacati. PD: “Ad Albate a rischio 2.300 pazienti”

Migliaia di comaschi rischiano di restare senza medico di base. A lanciare l’allarme sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che parlano di una carenza ormai cronica di camici bianchi sul territorio.

Il problema riguarda tutta la Lombardia ma in provincia di Como pesa in modo particolare. Mancano all’appello sempre più medici di medicina generale e gli sforzi dell’Asst Lariana, l’azienda che gestisce gli ospedali del Comasco, non bastano a coprire pensionamenti e uscite. Secondo i sindacati le difficoltà maggiori si concentrano nei distretti di Lomazzo ed Erba. Sempre Cgil, Cisl e Uil parlano di un problema che viene da lontano, legato alla mancata programmazione del fabbisogno di personale, prevedibile già guardando all’età media dei medici e all’invecchiamento della popolazione.

A pagarne le conseguenze, denunciano i sindacati, sono soprattutto gli anziani e i malati cronici, che avrebbero più bisogno di un medico capace di seguirli nel tempo. Senza un punto di riferimento fisso cresce il rischio di esami inutili o di accessi impropri al pronto soccorso, con un ulteriore sovraccarico delle strutture ospedaliere. Anche perché, oggi, un singolo medico arriva a gestire oltre 1.500 pazienti. E gli ambulatori temporanei attivati per tamponare le carenze, avvertono sempre le sigle, non garantiscono lo stesso rapporto di fiducia.

A Como, intanto, il Pd lancia l’allarme sul quartiere di Albate. Dal primo luglio la zona perde due dottori: la prima lascia l’incarico, l’altro va in pensione e sarà sostituito da una collega che però riceverà a Brunate, scomoda da raggiungere per gli albatesi. Il referente scuole del Pd di Como, Francesco Finizio, parla di circa 2.300 pazienti coinvolti, costretti a spostarsi o a rivolgersi a studi già pieni. Per questo, annuncia sempre Finizio, partiranno gazebo e raccolte firme per chiedere alla Regione nuove risorse e una soluzione rapida.