È tutta una questione di testa e di cuore. “I Romantici”, per citare una canzone di Tommaso Paradiso – tifoso laziale appassionato dei biancoblu –, partono proprio dal cuore. Il sentimento che lega Nico Paz al club lariano è talmente forte da averlo spinto a dare al suo cane un nome inequivocabile: Como. I tifosi, gli unici a non aver mai dubitato della sua voglia di rimanere, lo hanno coccolato fin dal primo momento, mentre per Cesc Fàbregas il pupillo è ormai il leader tecnico indiscusso della squadra.
Ed esattamente come per il suo allenatore, la filosofia del ventunenne argentino è chiara: “Niente fretta”. Non l’ha avuta Cesc di fronte al salto verso una big e non l’ha avuta nemmeno il numero 10 lariano. Prima o poi la grande occasione europea busserà di nuovo alla porta. Nel frattempo, però, è il momento di usare la testa: non c’è modo migliore per crescere che giocare la Champions League da protagonista in un collettivo collaudato e in un ambiente ideale, anziché rischiare la panchina altrove.
Dalla testa è partito anche l’ennesimo messaggio d’amore alla piazza comasca: quel cappellino del Como indossato con orgoglio insieme alla divisa dell’Argentina. Un segnale diretto, rivolto soprattutto ai propri dirigenti. Perché l’aspetto ancora più romantico di questa storia è che sia stato proprio Nico Paz a insistere con la società affinché non lo lasciassero andare via.
I bene informati raccontano che, prima ancora dell’incontro decisivo tra i club a Madrid, Nico abbia fatto sentire la propria voce in modo accorato. “Faremo il possibile per tenerti qui”, era stata la prima risposta. Poi, però, di fronte al muro alzato dai Blancos, Mirwan Suwarso e Carlalberto Ludi stavano quasi per gettare la spugna. Ricomprare Nico a 60 milioni – la cifra di prelazione concessa dagli accordi – dopo averne incassati 10 dai madridisti sembrava un azzardo economico troppo grande.
Ma il classe 2004 non si è arreso. Ha chiesto nuovamente di restare e ha chiamato direttamente Fàbregas per intercedere. Voto 10 anche nella capacità di persuasione. Quei 3-4 acquisti necessari per far fronte al doppio impegno, i paletti della UEFA e le conseguenze finanziarie dell’operazione verranno affrontati a tempo debito. Il Como staccherà l’assegno, ma il Real Madrid fisserà una nuova clausola di recompra, questa volta da 80 milioni e valida solo per il prossimo anno.
Per Nico, il lago vale molto più dei club più blasonati. Rivedere le sue magie specchiarsi sulle sponde del Lario è la miglior sceneggiatura hollywoodiana da mostrare al mondo. E il segnale mandato all’intera Serie A è forte e chiaro: negli ultimi cinque anni si fa fatica a trovare cifre simili per un singolo cartellino in Italia. Il messaggio lanciato da Nico Paz, semmai ce ne fosse bisogno. è il miglior biglietto da visita per attirare sul lago tanti altri top player del futuro.


