La lettera-accusa della filiera edile al sindaco. Rapinese: “Candidatevi e vincete le elezioni”

“Candidatevi, vincete e farete quello che volete. Fino ad allora proseguo seguendo il mio programma”. Alla dura lettera inviata dai professionisti della filiera edile (da Ance agli architetti, dai geometri agli ingegneri fino ai periti industriali), il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, replica a modo suo, e cioè con un lungo monologo in formato video selfie (e quindi senza possibilità di fare domande) pubblicato sui social, respingendo le pesanti accuse e rinviando ai mittenti materiale di discussione.

Il primo cittadino inizia citando il punto 26 del programma elettorale le cui prime tre parole sono “Metri Cubi Zero”. “Capisco bene che i costruttori non siano felici”, esordisce.
Per ricapitolare: nella giornata di ieri i presidenti delle diverse associazioni avevano messo nero su bianco le criticità riscontrate nell’assetto organizzativo degli uffici Urbanistica (delega di cui è titolare il sindaco stesso) ed Edilizia Privata. Si parlava chiaramente di “progressivo peggioramento dell’efficienza operativa con conseguenti rallentamenti nell’istruttoria delle pratiche, difficoltà di confronto, allungamento dei tempi” con conseguente rischio di frenata per lo sviluppo della città.

Rapinese, che spiega di avere un ufficio anche nel settore Urbanistica e ed Edilizia Privata per seguire da vicino le pratiche, invita i professionisti a farsi avanti. “Volete organizzare voi il lavoro?” chiede ad un certo punto ribattendo alla critica mossa e, per quanto riguarda il personale e i cambiamenti degli ultimi anni, parla di rotazione legata alla legge anti-corruzione.

“Io non vedo incertezza nel lavoro degli uffici, al contrario vedo certezza – aggiunge -. Voi depositate e protocollate gli atti e l’iter prosegue”.

Quindi definisce il documento siglato degli esponenti della filiera. “Una strampalata lettera di pressione arrivata al sindaco”. La stoccata finale torna al punto di partenza e cioè al programma elettorale: “Se vi riferite alle pratiche per le quali l’amministrazione non vuole sentire parlare perché non vuole metri cubi in città – conclude – dovete candidarvi alle elezioni, vincerle e farete quel che volete, finche ci sono qui io metri cubi zero”.