Un incubo il rientro dei pendolari: il treno partito da Milano alle 17.43 arriva a Como alle 22.31

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Un’Odissea durata più di 4 ore, per un viaggio di 40 minuti. Un treno partito alle 17,43 dalla stazione di Milano Centrale con arrivo previsto alle 18.23 a Como-San Giovanni, è arrivato a destinazione alle 22.31. Ieri il viaggio di rientro dopo una giornata di lavoro si è trasformato in un incubo per moltissimi pendolari comaschi. L’origine del disservizio va ricercata in un intervento dei vigili del fuoco lungo la linea a Monza attorno alle 18. Nonostante la rapida risoluzione la linea è rimasta bloccata a lungo.

La ricostruzione – Il convoglio partito da Milano Centrale aveva già accumulato alcuni minuti di ritardo in partenza ma – in base a quanto segnalano i pendolari – la gestione dell’emergenza è stata caotica. Attorno alle 19.40 i passeggeri fermi a Monza già dalle 19 sono stati invitati a scendere a causa di problemi di alimentazione del mezzo. Tra le indicazioni fornite dal personale a bordo e quelle comunicate tramite i canali ufficiali emergono delle divergenze: “Si sono susseguiti messaggi incoerenti tra chi annunciava il termine della corsa proprio a Monza, chi parlava di variazioni, non si capiva se il treno sarebbe ripartito e quale sarebbe stata la destinazione effettiva – spiega Ettore Maroni, portavoce dei pendolari comaschi – alla fine siamo ripartiti soltanto alle 22 con arrivo a Como alle 22,31 e dopo aver accumulato 248 minuti di ritardo, cioè 4 ore e 8 minuti”. Nel mezzo, va da sé, che ne hanno risentito anche le altre corse tra ritardi e cancellazioni. I pendolari lamentano una comunicazione mal gestita. “nella stazione di Monza c’erano centinaia di passeggeri fermi tra cui molti turisti disorientati, oltre ai lavoratori, senza una chiara prospettiva di ripartenza – precisa Maroni – non è stato previsto alcun servizio sostitutivo su gomma. L’episodio evidenzia un problema che va oltre il semplice ritardo – dice infine il portavoce dei pendolari comaschi – un imprevisto può giustificare interruzioni e rallentamenti, ma ciò che emerge e che critichiamo è la confusa e poco coordinata gestione dell’informazione e dell’assistenza ai viaggiatori. Resta da capire se questo disastro avrà qualche conseguenza per i responsabili del disservizio. Se l’esperienza insegna qualcosa – conclude – la risposta è no”.
 

Nuovi disagi – E come se non bastasse i pendolari che stamattina per necessità alle 6 erano di nuovo in stazione a Como-San Giovanni si sono trovati di fronte, per quanto riguarda la direttrice che collega Chiasso e Milano, a possibili variazioni di percorso e a nuove cancellazioni.

Tra i disagi si segnala anche – sempre a San Giovanni – che la biglietteria della stazione non accetta pagamenti elettronici almeno da giovedì scorso. Quindi pagamenti solo contanti a luglio e con migliaia di turisti è facile prevedere i disagi.