È tempo di esodo estivo, ma fare il pieno è sempre più costoso e per alcuni la partenza si trasforma in un incubo. Ora però il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi”. Un intervento per tamponare l’ennesima impennata dei prezzi sui carburanti. Previsto da oggi e fino al prossimo 6 agosto uno sconto di 17 centesimi soltanto sul gasolio. Meglio dello sconto di 6,1 centesimi dello scorso mese, ma comunque più basso dei 24,4 di metà marzo. L’operazione è finanziata con 125 milioni di euro che provengono dalle accise mobili, dalle sanzioni Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
Taglio delle accise sul gasolio: gli interventi di Meloni e Giorgetti
Un provvedimento che per la premier Meloni non è risolutivo, “ma è tempestivo”, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha assicurato che si continua a monitorare la situazione. Non sono esclusi nuovi interventi.
“È già previsto un consiglio dei ministri il 4 agosto – fa sapere il ministro Giorgetti – che valuterà l’evoluzione della situazione internazionale e i prezzi per vedere cosa fare dopo il 6 di agosto”. “È stato aggiornato e prorogato fino a luglio il contributo a favore degli autotrasportatori – aggiunge Giorgetti – ed è previsto anche il credito di imposta per quanto riguarda l’agricoltura”.
Insoddisfatti i gestori delle stazioni di servizio
Così, alla vigilia delle immancabili partenze di agosto, c’è chi – calcolatrice alla mano – fa già i conti sul risparmio e chi invece considera insufficiente il nuovo provvedimento. E poi ci sono i gestori delle stazioni di servizio, che vivono nell’incertezza. “C’è stata una grande confusione. I tecnici del Governo con un primo decreto introducevano il taglio delle accise sul gasolio a partire dal 30 luglio”, spiega Daniela Maroni, vicepresidente nazionale di Figisc Confcommercio. Quando poi si sono accorti che il 28 e il 29 luglio sarebbero rimasti scoperti hanno lavorato a un secondo decreto d’urgenza, alimentando così una grandissima confusione tra compagnie petrolifere e gestori”, precisa Maroni.
“Sono molto arrabbiata – commenta – perché il Governo non ha minimamente tenuto conto della categoria che rappresento. Abbiamo delle giacenze e sarebbe bastato introdurre un credito d’imposta anche per la mia categoria. Cosa che non è stata fatta”, sottolinea. E ancora: “I miei bilanci hanno il segno negativo dai primi tagli introdotti. Già allora non era stato pensato un credito d’importa per i gestori, con inevitabili perdite per il settore”. I gestori, spiega Daniela Maroni, “vivono una condizione altalenante, che causa perdite economiche anche rilevanti. La nostra categoria è in sofferenza – dice – ma sono felice per le famiglie e gli autotrasportatori che potranno fare rifornimento a un prezzo ribassato”.
Occhi puntati ora sul prossimo consiglio dei ministri: per lavoratori e turisti l’auspicio è che lo sconto prosegua per non subire l’ennesimo salasso anche in ferie.


