È passata poco più di una settimana, ma la tragedia al Tempio Voltiano – dove martedì scorso è annegata la piccola Arwa – sembra sia già stata dimenticata. E così in una giornata di caldo intenso sono molti i turisti, adulti e bambini, che si tuffano nelle acque scure del Lago di Como. Incuranti dei divieti, della sporcizia e dei pericoli, c’è chi non rinuncia a un bagno nel Lario. Eppure i cartelli che indicano il divieto di balneazione ci sono e sono soltanto a pochi metri di distanza. L’imprudenza dopo la tragedia lascia sgomenti e l’auspicio è che i controlli possano frenare anche chi con incoscienza torna a tuffarsi nelle acque del lago.
In quel lembo di terra e sabbia, alle spalle del Tempio Voltiano, c’è chi cerca un po’ di tintarella, chi si bagna giusto fino alle caviglie e chi – invece – cerca refrigerio nel lago e sceglie anche di farsi un tuffo. Un lembo che, nonostante il divieto di balneazione multilingue, anche le mappe online indicano come “Como Beach”. E così, in piena estate e con l’ennesima ondata di caldo che attanaglia il Lario, quella zona resta affollata da decine di bagnanti. C’è chi si diverte non lontano dalla riva, pensando sia una zona sicura. Ma il lago è insidioso e i rischi non mancano. A una settimana dall’ultima tragedia, in cui è annegata una bambina di soli 9 anni, l’area davanti al Tempio Voltiano resta monitorata. I mezzi della guardia costiera si muovono da sponda a sponda e quando vedono qualcuno entrare in acqua accendono la sirena. C’è meno gente rispetto alle scorse settimane, ma con il sole e le temperature record di questi giorni, il copione rischia di ripetersi. E durante il weekend la situazione potrebbe peggiorare.
Resta l’amaro in bocca e non soltanto perché le regole non vengono rispettate. Ma soprattutto perché una tragedia simile sembra sia già stata cancellata dalla memoria. E il rischio, purtroppo, è che altre disgrazie possano verificarsi – ancora una volta – in quello stesso punto, dove il Lario non lascia scampo. Perché bastano pochi passi dalla riva e il lago diventa profondo e pericoloso.



