Al via il soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio. Bertolaso: “Lombardia apripista in Italia”

La Lombardia è la prima Regione ad attivare un servizio strutturato di soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio (Saai), un modello innovativo che consentirà di garantire cure avanzate anche nei contesti montani e ipogei quando le condizioni meteorologiche o ambientali impediscono l’impiego degli elicotteri o rendono indisponibili altri mezzi di soccorso. L’iniziativa è operativa da sabato primo agosto ed è stata ufficialmente presentata a Palazzo Lombardia. L’obiettivo è offrire ai cittadini una possibilità di cura in più, assicurando l’intervento di equipe sanitarie avanzate anche negli scenari più complessi e difficili da raggiungere.

Per l’occasione sono stati presentati anche i risultati raggiunti dalle basi di elisoccorso di Brescia, Como e Milano che, proprio nel 2026, celebrano i quarant’anni di attività. Soltanto nel 2025 il soccorso alpino lombardo è intervenuto in oltre 1.800 eventi, prestando assistenza a 2.000 persone. Areu gestisce la convenzione coordinando le attività operative, la formazione e lo sviluppo del sistema di soccorso sanitario in ambiente impervio. Tra i volontari del soccorso alpino anche 24 infermieri, già abilitati all’uso degli algoritmi clinico-assistenziali dei mezzi di soccorso avanzato di Areu, e 34 medici, dei quali 14 operano anche nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza. Il progetto valorizza proprio questa doppia competenza, permettendo al personale sanitario competente di applicare anche in ambiente impervio gli stessi protocolli clinico-assistenziali utilizzati quotidianamente nel sistema di emergenza sanitaria lombardo.

Per garantire interventi omogenei e sicuri sono stati sviluppati 12 algoritmi clinico-assistenziali, dedicati alle principali emergenze sanitari. Attivate 12 postazioni distribuite sul territorio regionale, nelle aree caratterizzate dal maggior numero di missioni di soccorso, che aumenteranno nei prossimi mesi.