Bici vietate a Como, critiche da ACUS e Forza Italia. Soluzioni alternative per la sicurezza

Il divieto di circolazione delle biciclette in alcune vie del centro di Como continua a far discutere, raccogliendo critiche anche da parte di ACUS, l’Associazione Civica Utenti della Strada, ma anche dal fronte di Forza Italia per voce di Paolo Emilio Russo.

L’ACUS, in un comunicato firmato dal presidente e avvocato Mario Lavatelli, contesta l’idea che la sicurezza possa essere garantita semplicemente vietando la circolazione a un’intera categoria di veicoli. Per l’associazione, servono semmai interventi mirati: come identificare più facilmente i conducenti attraverso un contrassegno visibile sul casco. Altra possibile soluzione riguarda la distinzione tra biciclette tradizionali e a pedalata assistita con controlli intensificati e sanzioni nei confronti di chi utilizza impropriamente i marciapiedi.

L’associazione chiede infine che eventuali limitazioni in determinate strade e fasce orarie siano adottate solo dopo aver studiato soluzioni alternative e coinvolto utenti e associazioni, poiché un divieto generalizzato rischierebbe di entrare in contrasto con il diritto alla circolazione e con i principi di legge.

Dura anche la posizione di Paolo Emilio Russo, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Costituzionali alla Camera, che definisce il divieto “folle” e che rappresenta una “resa”. Russo guarda al resto d’Europa, dove, la mobilità sostenibile viene incentivata per ridurre l’inquinamento, facilitare gli spostamenti e attrarre visitatori. Nel suo commento mostra solidarietà al sindaco di Como Alessandro Rapinese per la disavventura che lo ha coinvolto con un ciclista, ma conclude con una battuta provocatoria: “Se ogni volta che un amministratore ha un piccolo infortunio si vieta un mezzo di trasporto, a breve a Como si potrà circolare solo a piedi… e rigorosamente con le pattine!”