Auguri Mogol: 90 anni tra musica e Brianza. Carugo, Anzano e la A9 protagonisti dei successi

14810 Auguri Mogol 90 anni tra musica e Brianza. Carugo Anzano e la A9 protagonisti dei successi 1786977194

Tanti auguri, Mogol! Il desiderio di Giulio Rapetti, per il compimento dei suoi 90 anni, sarebbe quello di evitare i riflettori. “Sinceramente non avrei voglia di grandi festeggiamenti, preferirei passarlo in sordina, ma temo che non sarà possibile”, ha raccontato al Corriere della Sera.

Impossibile quindi in un giorno tanto speciale, non ripercorrere anche il suo legame al territorio comasco, a partire da Carugo, dove l’autore delle più celebri canzoni italiane, arriva da bambino durante gli anni della guerra. Sono anni difficili: i bombardamenti, la vita in cantina, ma anche i giochi, la natura e perfino la pesca dei gamberi nei corsi d’acqua della zona. Insomma, una scuola di vita con poche comodità ma tanta fantasia; ottimi ingredienti per un futuro autore di canzoni. Quella Brianza gli rimarrà dentro. Mogol ha raccontato più volte quanto abbia imparato ad amare la natura e quei paesaggi che, molti anni dopo, sarebbero riaffiorati anche nel suo mondo musicale. Un rapporto cementato negli anni a venire anche con la cittadinanza onoraria conferitagli proprio dai carughesi.

E poi c’è la Milano-Como, autostrada dove nacque uno dei capolavori più belli del 1970. “Eravamo in quattro in una Seicento – racconta Mogol. Davanti il guidatore con Lucio alla chitarra, dietro io e un altro. Lucio creava la musica con frasi finte in inglese, io inserivo le parole, in quindici minuti da Milano a Como nacque “E penso a te”.

E arriviamo ad Anzano del Parco. Nel 1974 Mogol trasforma un vecchio mulino immerso nel verde in un luogo diventato studio musicale, rifugio e straordinaria fucina creativa. Qui passano Battisti, Ivan Graziani, Bruno Lauzi, Antonello Venditti, i Pooh, e tanti altri protagonisti della musica italiana e nasce “Il mio canto libero”. Quasi cinquant’anni dopo, Mogol torna ad Anzano, proprio al Mulino dove riceve la cittadinanza onoraria, ritrovando un pezzo della propria storia, in un evento presentato da Dolores Longhi.

A 90 anni arriva anche il momento in cui si pensa a quanta strada ci possa essere ancora davanti. Mogol risponde senza esitazioni: “Nel tempo ho capito che la morte fa parte della vita. Come diceva mia madre è un fatto naturale, moriamo tutti, il vero problema sarebbe essere immortale”.

Buon compleanno Mogol, autore di emozioni quelle sì immortali.