La Lombardia nel 2026 si conferma il motore d’Italia, da sola realizza il 25% di tutto l’export nazionale.
Ma dietro la tenuta dei valori medi si nascondono spaccature profonde e una Cassa Integrazione Straordinaria in crescita del 15%, legata a crisi aziendali.
E Como è tra i territori in sofferenza.
Lo dice il coordinatore Uil Lario, Dario Esposito: «Nel panorama regionale, la provincia di Como registra una flessione dell’export del 2,2% su base annua – spiega – È un dato che preoccupa, anche considerando le difficoltà di comparti storici come il tessile-abbigliamento-pelli, che perde il 7,9%, e la meccanica, settori chiave per l’economia locale».
Il paradosso è che le esportazioni lombarde verso la Svizzera volano, più 21,2 per cento, ma Como, nonostante la vicinanza strategica, non riesce a beneficiarne abbastanza. La richiesta di Esposito è chiara: «Occorre intervenire ora sostenendo investimenti, innovazione e competitività delle filiere, tutelando l’occupazione prima che le difficoltà diventino strutturali».
Ma la mazzata è doppia per la provincia di Como
All’export in calo del 2,2% su base annua, con i comparti storici tessile (-7,9%) e meccanica in sofferenza, si aggiunge ora il caro energia più alto di tutta la Lombardia. Oltre all’incremento dei costi del carburante, presto i lombardi dovranno fare i conti con l’aumento per l’energia. Il prorogarsi dei conflitti potrebbe tradursi in un autunno e un inverno “bollenti”.
Secondo l’analisi di Facile.it, tra settembre e dicembre le bollette in Lombardia potrebbero registrare un’impennata tra il +37,1% di Milano e il +39,5% di Como. Proprio il capoluogo lariano è destinato ad essere quello con l’incremento maggiore a livello regionale.


