La scuola di Ponte Chiasso chiusa, il Pd: “Una ferita aperta. L’assessore Roperto si dimetta”

“La chiusura della scuola primaria De Calboli a Ponte Chiasso è una ferita aperta particolarmente dolorosa che non vogliamo dimenticare”. Il Partito Democratico torna sul tema di uno degli istituti della città di Como che non riaprirà agli studenti in quest’anno scolastico e ribadisce anche la richiesta di dimissioni dell’assessore alle Politiche educative e vicesindaco Nicoletta Roperto.
“Questa amministrazione dimostra di disprezzare i concetti stessi di formazione, istruzione, valorizzazione dei quartieri – dicono Daniele Valsecchi, segretario cittadino del Pd di Como e il referente scuole Francesco Finizio – Con questa chiusura assistiamo alla perdita di un presidio sociale fondamentale in un quartiere di frontiera che ha bisogno di investimenti e coesione, non certo della chiusura di un luogo così prezioso. Che fine farà la bella biblioteca? E la palestra? Questa scuola andava valorizzata, non abbandonata”.
I dem tornano ad attaccare Nicoletta Roperto. “L’assessora risiede proprio in quel quartiere, lo stesso dove circa cinque anni fa si è recata a chiedere i voti per sostenere l’attuale maggioranza – dicono Valsecchi e Finizio – Anche in questo caso, non ha mosso un dito né ha espresso mezza parola, tanto che nessuno conosce la sua reale opinione su questo disastro sociale. Anche per questi motivi reiteriamo con forza la nostra richiesta di dimissioni immediate già espressa nei giorni scorsi”.
Il Pd avanza poi una proposta per Ponte Chiasso. “Favorire l’unione strategica tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria all’interno dello stesso polo di via Brogeda – chiedono gli esponenti del Pd – Trasformare la posizione geografica di frontiera in un punto di forza unico per attrarre iscritti, proponendo il tempo prolungato fino alle 18 e il potenziamento dell’inglese sin dall’infanzia. Riempire e far vivere gli spazi della struttura anche fuori dagli orari scolastici, valorizzando la biblioteca di quartiere e mettendo le aule a disposizione del terzo settore per attività di doposcuola, trasformando l’edificio in un faro sociale e culturale per l’intera comunità”.
“A Como manca totalmente una visione d’insieme sull’istruzione e sui quartieri – concludono Finizio e Valsecchi – Siamo pronti a capovolgere questa logica fallimentare, rimettendo la scuola, i servizi di prossimità e le famiglie al centro dell’agenda politica cittadina”.