Agricoltura, dalla siccità agli allagamenti. Coldiretti conta i danni dopo l’estate più calda di sempre

Nelle campagne di Como e Lecco i violenti temporali della notte scorsa hanno allagato terreni già provati da mesi di siccità e caldo record. I tecnici di Coldiretti sono al lavoro per verificare i danni alle colture ancora in campo, dopo un’estate che il territorio lariano non aveva mai vissuto con questa intensità.
Il Comasco e il Lecchese chiudono infatti la stagione più calda dal 1951, con temperature superiori alla media di oltre 3 gradi secondo i dati di Arpa Lombardia. A Porlezza il termometro ha sfiorato i 39 gradi nel mese scorso. A Como città, alla stazione dell’Aero club, il valore più alto ha superato i 37 gradi, mentre sul versante lecchese si sono registrati picchi simili.
Il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi, spiega che il problema non è tanto la mancanza d’acqua, quanto il modo in cui arriva. «Siamo passati in poco tempo dai terreni secchi alle piogge violente» sottolinea Trezzi «è proprio il tipo di andamento che mette più in difficoltà l’agricoltura». Il direttore Luciano Salvadori parla invece di una successione sempre più rapida di estremi, tra lunghi periodi senza pioggia, temperature elevate e acquazzoni concentrati in poche ore. «Per le imprese agricole significa gestire insieme minori produzioni e maggiori costi» aggiunge.
Il bilancio dell’estate lariana, secondo Coldiretti, parla di perdite sul mais che in alcune zone superano il 40%, oltre a un secondo taglio del fieno quasi azzerato per i prati. Una situazione che ha spinto diversi allevatori a comprare più foraggio del solito e, in montagna, a portare fieno dalla valle per gli animali ancora in alpeggio. Il caldo ha inoltre anticipato la vendemmia nei vigneti del territorio di circa due settimane rispetto alla media, uno degli effetti più evidenti sui cicli delle coltivazioni. Le piogge di queste ore potrebbero segnare la fine della lunga fase calda, con un calo delle temperature atteso nell’ordine di 8-10 gradi.