Lecco si candida a Capitale della Cultura 2030: l’annuncio del sindaco Filippo Boscagli

“Lecco vuole candidarsi a Capitale della Cultura: occhi puntati sul 2030”. È l’annuncio del sindaco di Lecco, Filippo Boscagli, eletto lo scorso giugno e già al lavoro verso nuovi traguardi per il suo Comune. Viabilità, scuola, infrastrutture tra gli obiettivi su cui è al lavoro la sua giunta, ma c’è spazio anche per la cultura. Un’occasione, se l’obiettivo venisse conseguito, per dare ulteriore visibilità alla città, che è patrimonio di storia, letteratura, cultura e di paesaggi mozzafiato, a metà tra lago e montagna. “L’obiettivo – spiega il sindaco – è dare un’impronta di rinascita e di sviluppo economico. Il primo passo è favorire un dialogo con chi lavora e vive questa città”.

Stiamo iniziando a lavorare al dossier per presentare Lecco Capitale della Cultura 2030 – prosegue Boscagli – Si tratta di un dossier enorme, complesso e costoso. Si parla di progettazione della città, di eventi, manifestazioni e riqualificazione delle strutture da lasciare poi alla città. L’obiettivo è il 2030, vediamo quest’anno se riusciamo a stare nei termini”, altrimenti si punterà a candidare la città per un altro anno. “Avendo appena iniziato l’amministrazione non è semplicissimo”, aggiunge il primo cittadino lecchese. “Un impegno enorme per la macchina amministrativa e per i nostri uffici – sottolinea – ma è un obiettivo importante. Siamo pronti a fare di Lecco la capitale della cultura italiana”.

Un’iniziativa dell’amministrazione Boscagli che nasce da un dialogo con gli operatori del territorio, per cui sarà necessario soddisfare diversi requisiti e partecipare a un’attenta procedura di selezione. Il Segretariato generale del Ministero della Cultura indice la procedura di selezione annuale con la pubblicazione di un bando dedicato, volto a definire modalità e tempistiche di partecipazione. La candidatura poi si articola in due fasi, ovvero, l’invio di una manifestazione di interesse e la successiva trasmissione del dossier di candidatura vero e proprio. Il tutto dovrà poi essere vagliato e valutato. Insomma, tra burocrazia, passaggi e iniziative, i tempi rischiano di farsi lunghi, ma il sindaco non demorde. In un eterno braccio di ferro con Como, la candidatura a capitale della cultura potrebbe sbaragliare le carte in tavola. Chi avrà la meglio, alla fine, non è dato a sapere: Como e dintorni restano cartoline ambite dai turisti stranieri, ma Lecco ora tenta il sorpasso. Ciò che accadrà non si può prevedere, ovviamente, ma è certo che per Lecco sarà un bel biglietto da visita.