Medici di famiglia pronti a incrociare le braccia contro la riforma della sanità. Il Sindacato Medici Italiani (Smi) ha indetto due giorni di sciopero il 15 e il 16 settembre prossimi sull’intero territorio nazionale. La protesta riguarda anche la Lombardia e il territorio comasco e a Milano è in programma anche una manifestazione.
I medici che aderiscono alla protesta stanno distribuendo una lettera ai propri pazienti per spiegare quello che accadrà e le ragioni. “Martedì 15 e mercoledì 16 settembre lo studio medico potrebbe restare chiuso a causa dello sciopero nazionale dei medici di famiglia indetto dallo Smi – si legge nel testo ricevuto da numerosi comaschi – Il lavoro del medico di famiglia sta diventando insostenibile. Le nuove riforme impongono orari rigidi e crescenti adempimenti burocratici, a scapito del tempo effettivo da dedicare alla cura delle persone. Non vengono inoltre riconosciute ai medici di medicina generale le tutele minime garantite agli altri dipendenti pubblici come ferie, malattia o maternità”. “Il risultato di questo sovraccarico è sotto gli occhi di tutti: moltissimi colleghi stanno lasciando la professione in anticipo e trovare un medico di fiducia sul territorio è sempre più difficile”, scrivono ancora i medici.
Tra le richieste avanzate dai camici bianchi “Nessun obbligo di lavoro nelle case di comunità, deve essere una scelta volontaria; nessuna chiusura di ambulatori di paese e di quartiere, nuove assunzioni e una vera scuola di specializzazione universitaria in medicina generale”.
“Scioperiamo per difendere la tua salute. Vogliono toglierci il tempo per curarti e noi diciamo no”, si legge ancora nella lettera rivolta ai pazienti. I medici di medicina generale che aderiranno alla protesta assicurano comunque, anche nelle giornate di sciopero visite domiciliari urgenti per malati non trasportabili, assistenza domiciliare integrata e assistenza ai malati terminali”.
La segreteria nazionale del Sindacato Medici Italiani rivolge un appello a tutti i medici, iscritti Smi e non, per un’azione unitaria di difesa della professione. “Continueremo, da parte nostra, nell’impegno per la difesa della dignità dei medici e per il diritto alla salute dei cittadini”, il messaggio del sindacato.


