“È soltanto una scusa. Una scelta politica. Una ripicca per mettere i bastoni tra le ruote ai frontalieri lombardi diretti in Svizzera”. Così il sindaco di Uggiate con Ronago, Ermes Tettamanti, commenta la decisione del Canton Ticino di bloccare i ristorni versati ai comuni di confine per la controversa questione della tassa sulla salute per i vecchi frontalieri. Stop al versamento di 50 milioni di franchi svizzeri, la quota prevista per la seconda metà dell’anno, pari a oltre 54 milioni di euro. La tanto dibattuta tassa della salute per il Consiglio di Stato ticinese è a tutti gli effetti un’imposta che viola l’accordo internazionale tra Svizzera e Italia, un accordo “che vieta la doppia imposizione per i vecchi frontalieri e prevede che sia il solo Ticino a prelevare le imposte”.
Stop ai ristorni, Tettamanti: “Conseguenze enormi”
“Ce lo aspettavamo – aggiunge il sindaco Tettamanti – L’eventuale imposizione della tassa sulla salute graverebbe unicamente sulle tasche dei frontalieri. Non avrebbe conseguenze dirette sull’economia ticinese, al di là della legittimità di questa imposta”. Come chiesto da Massimo Mastromarino, presidente dell’associazione dei Comuni italiani di frontiera e sindaco di Lavena Ponte Tresa, l’appello è rivolto direttamente a Governo e Regione Lombardia, affinché ci sia quanto prima un incontro per uscire dall’impasse causata dal taglio dei ristorni. “In rappresentanza degli oltre 150 comuni aderenti, e nell’interesse di tutte le comunità di confine interessate dal provvedimento, l’associazione dei Comuni italiani di frontiera chiede con urgenza di incontrare i rappresentanti del Governo italiano”. La questione ristorni resta calda e l’auspicio, sottolinea il sindaco di Uggiate con Ronago, è che si risolvi “in un nulla di fatto”.
“Il Ticino quei soldi deve versarli a prescindere, indipendentemente dall’eventuale entrata in vigore della tassa sulla salute”, ribadisce Tettamenti. E ancora: “Mi auguro sia soltanto un polverone sollevato per sedersi a un tavolo e confrontarsi. In un paese come Uggiate con Ronago, lo stop dei ristorni avrebbe conseguenze enormi per le casse comunali. Non sarebbe un problema per i nuovi investimenti, che in emergenza potrebbero essere accantonati o rimandati. Il problema riguarderebbe principalmente la spesa corrente, che il Comune deve sempre e comunque garantire. Senza il versamento dei ristorni – aggiunge il primo cittadino – non riusciremo più a garantire servizi essenziali per la comunità”.
Casse comunali a rischio
Inevitabili, quindi, le conseguenze economiche per i piccoli comuni di frontiera, dove le entrate provenienti dalla Svizzera hanno un ruolo essenziale nella gestione e nel mantenimento dei servizi. Dopo l’incontro tra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, l’auspicio ora è che si riunisca presto un nuovo tavolo per mettere la parola fine a una vicenda che continua ad animare il territorio di confine. E a pagarne le conseguenze sono Comuni e lavoratori frontalieri. Intanto politica e sindacati insorgono.


