Il Ticino blocca i ristorni dei frontalieri. Lo stop legato alla tassa sulla salute

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Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha deciso di sospendere il versamento dei ristorni ai Comuni di confine per la controversa questione della tassa della salute per i vecchi frontalieri. Stop al versamento di 50 milioni di franchi svizzeri, la quota prevista per la seconda metà dell’anno.
La decisione è stata comunicata in una conferenza stampa convocata questa mattina e avrà immediate e pesanti conseguenze dirette per i comuni di confine. L’annuncio è stato fatto da Claudio Zali presidente del Consiglio di Stato del Ticino. “Abbiamo preso la decisione unanime di trattenere cautelativamente parte dei ristorni a seguito della controversia legata alla prossima introduzione, almeno in Lombardia della tassa della salute per i vecchi frontalieri”.
Oggi è fissata la scadenza del pagamento dei ristorni. “In modo trasparente comunichiamo le nostre decisioni per riguardo e dovuta chiarezza”, ha precisato Zali.
Lo stop riguarda solo la Lombardia, perché il Piemonte ha in più occasioni dichiarato di non voler applicare la tassa della salute. Il blocco di 50 milioni di franchi svizzeri, pari a oltre 54 milioni di euro, è stato spiegato dallo stesso Zali. “La tassa della salute è un’imposta lesiva dell’accordo internazionale tra Svizzera e Italia che vieta la doppia imposizione per i vecchi frontalieri e prevede che sia il solo Ticino a prelevare le imposte. La volontà della Lombardia di attuare la tassa concretizzerà una violazione dell’accordo internazionale e della sovranità fiscale del Ticino”.