Mentre la scuola “Corridoni”, fresca di verdetto del Consiglio di Stato che ha sospeso la chiusura, si prepara a fare festa con l’evento “E’ ancora primavera” (organizzato per il prossimo martedì con alunni, genitori e personale scolastico), si torna a parlare delle alternative disponibili in zona per realizzare un autosilo. L’amministrazione comunale aveva spiegato che, una volta chiusa la primaria, sulle ceneri del plesso avrebbe realizzato un parcheggio a servizio della “zona Stadio”. Che l’area abbia bisogno di nuovi posti auto non è una novità, tanto che il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca, aveva già proposto a fine 2024 la realizzazione di un posteggio – che sarebbe stato anche a servizio dei dipendenti dell’ente – in via Borgovico negli spazi dell’ex comando provinciale dei carabinieri. Progetto che ha poi incontrato il no di Palazzo Cernezzi e che, pur accantonato, torna sotto ai riflettori.
Interviene il gruppo consiliare di Forza Italia che non nega le criticità legate alla sosta ma allo stesso tempo sollecita altre soluzioni: “Le alternative concrete esistono ed è dovere della buona amministrazione vagliarle – si legge nella nota in cui si invita a rivalutare la proposta di Villa Saporiti -. Sfruttare strategicamente questo spazio provinciale permetterebbe di ricavare i posti auto necessari a decongestionare la zona dello stadio, salvaguardando al contempo – si legge infine – l’attività didattica e l’identità della scuola Corridoni. È necessario aprire nell’immediato un tavolo tecnico con l’Amministrazione Provinciale per analizzarne la fattibilità”.
Sul tema è intervenuta anche Nova Como che supporta la strada intrapresa dalla Provincia e rilancia anche l’attenzione sulle aree ex Stecav ed ex Danzas di viale Innocenzo XI. “Spazi strategici – dicono i vertici dell’associazione culturale Vincenzo Falanga e Teresa Minniti – sui quali aprire una riflessione anche rispetto alle esigenze di sosta e mobilità della città, le alternative esistono. Quello che è mancato è il confronto, insieme a una visione complessiva della città e alla capacità di trasformarla in una programmazione concreta e competente. La Corridoni continui a fare la Corridoni: una scuola. A Como – concludono – occorre ripristinare il metodo del dialogo tra le istituzioni”.



