Caro carburanti, da domani nuovi rincari: dopo Eni, anche Ip mette un tetto al prezzo

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Dopo Eni, anche Ip mette un tetto al prezzo di benzina e diesel su tutto il territorio italiano. Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan, ha deciso di “calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli (Ip)”. Il gruppo, prosegue, ha deciso di “rafforzare l’impegno nei confronti dell’Italia” con “l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti. Il limite verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip”.

Tetto massimo al prezzo dei carburanti, dopo Eni fa lo stesso Ip. L’annuncio del ministro Tajani

“Il valore del prezzi – spiegano dall’azienda – verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”. La società risponde così all’appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che da mesi ormai si confrontano con prezzi dei carburanti alle stelle.

Al momento però, non è chiaro quale sia il tetto massimo per Ip. Nel caso della compagnia italiana che ha nel cane a sei zampe il suo simbolo, il price cap è stato fissato a 2,19 euro per il gasolio e 1,99 per la benzina. Resta da capire se Socar applicherà le stesse cifre, se si muoverà la ribasso o proporrà tariffari leggermente più alti.

Soddisfatto per la decisione il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Proprio a inizio settembre avevo chiesto al presidente di Soca di andare in questa direzione – spiega il forzista sui suoi social – Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese – conclude – ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani”.

Bene per i consumatori, ma gestori preoccupati

Intanto il caro carburanti fa infuriare i taxisti (e non solo gli autotrasportatori), che hanno già chiesto un incontro al Governo e sarebbero pronti a scioperare nel caso in cui non dovessero ricevere risposte. Non solo: se il tetto massimo al prezzo dei carburanti tranquilla i consumatori, non può dirsi lo stesso per i gestori. Il price cap, ha sottolineato Daniela Maroni, presidente della Figisc Confcommercio di Como e rappresentante della categoria anche a livello nazionale, rischia di creare una concorrenza sleale nei confronti delle altre compagnie e dei gestori indipendenti”, che hanno meno margine di manovra.