Dopo l’incendio alle porte di Como che ha coinvolto il Monte Goi e in seguito allo stanziamento di 440mila euro da Regione Lombardia, sono pronti a partire i lavori di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico. È quanto messo nero su bianco nei documenti del Parco regionale Spina Verde.
Un decreto di occupazione temporanea di aree del Comune di Como, firmato dal direttore del parco Vittorio Terza e pubblicato anche all’albo pretorio con tanto di mappali e ulteriori dettagli, stabilisce l’avvio di “lavori di sistemazione del dissesto idrogeologico del torrente Segrada” e di “opere di mitigazione del rischio idrogeologico del Monte Goi”. Per intenderci, per ridurre il rischio di incendio boschivo e idrogeologico sono necessari nuovi interventi di esbosco (quindi rimozione di alberi caduti), di riassesto idrogeologico dei versanti e di miglioramento della viabilità forestale.
Monte Goi e Valbasca, previsti interventi contro il dissesto idrogeologico e di messa in sicurezza. Lavori per oltre 200 giorni
Le opere di ripristino, messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico all’interno del Parco regionale Spina Verde coinvolgono in particolare l’area del Monte Goi e quella della Valbasca, le stesse al centro dell’attenzione di Regione Lombardia e del primo tavolo tecnico che si è riunito a Milano dieci giorni fa. Il progetto, pubblicato anche da Palazzo Cernezzi, si inserisce nel quadro delle “azioni urgenti rese necessarie a seguito dei gravi eventi meteorologici che hanno interessato il territorio negli ultimi anni”. In particolare, si legge ancora nelle carte, “l’evento di eccezionale intensità del 12 luglio 2023, che ha causato diffusi fenomeni di dissesto”, con alberi caduti (e in parte ancora non rimossi), erosioni del terreno e interruzione di alcuni sentieri, “compromettendo – prosegue il documento – la stabilità dei versanti, la sicurezza dei fruitori e l’integrità del patrimonio ambientale”. Un quadro sicuramente aggravato dal devastante incendio di agosto del Monte Goi. Una serie di eventi, quindi, che mettono a rischio l’area e chi la frequenta. Da qui l’esigenza di prevenire eventuali, altre, problematiche. Lavori che in parte sono già stati finanziati e realizzati, ma il quadro non può ancora dirsi completato.
L’Ente Parco, che occuperà “temporaneamente i terreni boschivi di proprietà privata per eseguire interventi di interesse pubblico”, prevede un cronoprogramma di lavori di 211 giorni, dalla data di inizio, con possibilità di proroga qualora gli interventi non dovessero essere ultimati.



