Ostetriche a domicilio per le neomamme in Lombardia, Orsenigo: “Servizio proposto dal Pd. Dopo Como, esteso in tutta la regione”

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Ostetriche a domicilio per le neomamme esteso a tutta la Lombardia. Il servizio viene proposto al momento della dimissione dal punto nascita. Regione Lombardia destina complessivamente 700mila euro sul bilancio 2026 per sostenere l’attuazione del modello. In particolare, 106mila euro sono destinati alle 10 Asst già coinvolte nella sperimentazione, tra cui quella comasca, per consolidare e proseguire le attività avviate. 594mila euro, invece, sono indirizzati alle restanti 18 Asst, per accompagnare l’avvio del servizio nei territori che non avevano ancora partecipato alla sperimentazione. Un risultato importante, “un passo in avanti” per il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo, che sottolinea il ruolo avuto dal partito nell’avvio di questo servizio. Un servizio, dichiara Orsenigo, “proposto dal Partito Democratico e, dopo la sperimentazione a Como, ora la Regione lo estende a tutta la Lombardia”.

Ostetriche a domicilio dopo il parto, il servizio esteso a tutta la Lombardia. Ecco come funziona

“In tutta la Lombardia i neogenitori potranno contare sulla visita a domicilio di un’ostetrica. Lo ha deciso la giunta regionale, concludendo un percorso iniziato dal gruppo regionale del Pd, attraverso ordini del giorno ed emendamenti al bilancio approvati dall’aula negli ultimi tre anni”. A dirlo è il consigliere regionale dem, il comasco Orsenigo. Il servizio di ostetrica a domicilio è stato dapprima sperimentato con successo in alcuni Asst e Irccs lombardi per un anno, coinvolgendo anche il territorio di Como. E ora verrà esteso a tutta la regione, per ora fino a fine 2027.

Il servizio, definito tecnicamente di “Continuità assistenziale ostetrica”, prevede che entro una settimana dalle dimissioni dal reparto maternità, una professionista faccia visita alla mamma e al nuovo nato per constatare lo stato di salute di entrambi, fornire eventuale supporto nella cura del bambino e valutare eventuali problemi, compreso il manifestarsi di depressione post-partum, che colpisce in Lombardia il 10% delle donne in gravidanza o post gravidanza. In caso ne venga riscontrata la necessità, l’equipe medica dispone ulteriori visite e consulenze specialistiche.

Orsenigo (Pd): “Servizio proposto da noi. Ora un passo in avanti”

“È dimostrato che la buona salute psicofisica materna favorisca lo sviluppo sano del neonato. Quindi supportare le donne e prevenire eventuali problemi è, di fatto, un investimento per la salute dell’intera famiglia“, commenta Orsenigo. “In concreto – aggiunge – il servizio funzionerà così: l’operatrice ha indicazioni di utilizzare una scheda di continuità assistenziale ostetrica per la valutazione delle priorità e una griglia di rilevazione del rischio sociale. La prima individua tre livelli di priorità della presa in carico, da bassa a medio-alta, con relativa indicazione di visita a domicilio entro 7, 5 o 3 giorni dalle dimissioni. La seconda identifica eventuali condizioni di rischio che consentono di attivare interventi addizionali”.

“L’arrivo di un figlio o di una figlia è un fatto che cambia la vita delle persone – sottolinea ancora il consigliere comasco – È un momento molto delicato, in cui accadono cose molto belle, ma possono anche presentarsi difficoltà. L’ostetrica è un aiuto concreto per sciogliere i primi dubbi e per accompagnare i genitori nella gestione del neonato e della nuova quotidianità“. Per Orsenigo “questo provvedimento è davvero un passo avanti e – conclude – siamo contenti di poter dire che lo abbiamo voluto, seguito e alla fine ottenuto”.

Bertolaso: “Un supporto professionale, a casa, per mamme e neonati”

Sulla stessa linea l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Un’estensione, commenta, che garantisce “alle donne una continuità assistenziale concreta anche dopo il rientro a casa. La nascita di un bambino è un momento importante e delicato e poter contare, già nei primi giorni, sulla presenza di un’ostetrica direttamente a domicilio significa offrire alle neomamme un supporto professionale, vicino alle loro esigenze e a quelle del neonato“.

Un investimento, spiega Bertolaso, che rafforza al contempo “il collegamento tra ospedale, consultori e servizi territoriali e garantendo maggiore uniformità nell’assistenza alle famiglie”.