“Sono quattro mesi che chiedo di accelerare non solo su Milano ma su tante altre città importanti che vanno al voto, da Roma a Bologna, ma anche in Lombardia dove ci sono Monza, Como e Varese“. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, a margine della sua visita all’Eicma, ha parlato delle elezioni comunali in programma nel 2027 nel capoluogo lombardo come a Como. Como che però fa ancora i conti con l’incertezza.
Elezioni 2027, Salvini guarda (anche) a Como
“Noi siamo pronti anche domani mattina, puntando ovviamente su città dove abbiamo candidati che possono vincere come a Milano. In altre città non abbiamo candidati dove possiamo vincere, quindi evito di fare proposte e seguiremo gli alleati“, ha poi precisato il ministro. Un nome forte Salvini ce l’ha, almeno per Milano, ed è quello di Silvia Sardone. Resta da capire chi sarà il candidato del centrodestra nel capoluogo lariano, perché se la Lega punterà su Palazzo Marino, non è da escludere che a Como siano gli altri partiti ad avere più forza. Si tratta, tuttavia, soltanto di ipotesi. Un nome certo ancora non c’è, almeno a sentire gli esponenti comaschi, ma i tempi si fanno stretti e il vicepremier leghista invita ad accelerare. La Lega nel Comasco ha nomi importanti, dal ministro Locatelli all’assessore regionale Fermi, gli stessi nomi a cui il ministro Salvini aveva fatto riferimento sollecitato dai microfoni di Etv lo scorso giugno.
Un’occasione, quella offerta dal leader del Carroccio, per fare il punto proprio sulla città di Como. Il primo candidato per le amministrative 2027 è proprio il sindaco Rapinese. Per il momento, unica certezza. Spazio poi al centrodestra: un profilo certo, dicevamo, ancora non c’è. Fratelli d’Italia propone l’ex assessore comunale Stefano Molinari, che all’ultimo tavolo provinciale ha confermato la sua disponibilità a mettersi in gioco in vista delle comunali del prossimo anno. Vale la pena precisare però che si parla del nome che il partito mette in lizza all’interno della coalizione e non del candidato sindaco di tutta l’area. Resta quindi da capire se metterà tutti d’accordo.
Molinari replica al sindaco Rapinese
E proprio Molinari, nelle ultime ore, ha replicato alle critiche contro i partiti lanciate da Rapinese sui social. “Una lista civica non è automaticamente sinonimo di buon governo, così come un candidato sostenuto dai partiti non è necessariamente privo di autonomia. I partiti sono comunità di persone, idee, competenze ed esperienze che, quando lavorano nell’interesse della città, rappresentano una risorsa e non un condizionamento”. Così ha ha scritto Molinari in una nota, muovendo poi – a sua volta – nuove critiche all’attuale sindaco di Como, dai grandi progetti per la città a temi come sport, scuola e attività commerciali. “Decidere da soli non significa necessariamente decidere meglio. E annunciare progetti non significa realizzarli. La vera libertà di un sindaco – ha concluso l’esponente comasco di FdI – non si misura da chi ha alle spalle, ma da quanto è capace di fare per Como”.
Gaddi: “Centrodestra unito, ma nessuna fretta”. Dubbi anche nel centrosinistra
Dopo la Lega e Fratelli d’Italia, spazio a Forza Italia. Intervenuto sul tema a Etg+ Today, il consigliere regionale Sergio Gaddi ha precisato: “Registro un costante e crescente malcontento nei confronti di Rapinese che non deriva da un’ideologia, ma dalla verifica che tutto ciò che ha promesso non si è realizzato. Dà colpa al passato, agli amministratori che lo hanno preceduto – ha detto l’esponente forzista – ma questo poteva valere ni primi sei mesi, non dopo quattro anni e mezzo. Ora gli elettori comaschi chiedono il conto. In che cosa l’amministrazione Rapinese ha migliorato la qualità della vita? – si chiede Gaddi – In niente, perché è peggiorata: ogni servizio è stato depotenziato”, incalza ancora in consigliere regionale ed ex assessore cittadino.
E sulle elezioni amministrative 2027, Gaddi assicura: “Nel centrodestra ci sarà una proposta unitaria ed è fondamentale, perché il centrodestra ha valore nel momento in cui è unito. Ci sarà una candidatura condivisa. Chiunque si candida soltanto per velleità personale o per tentare di contrattare qualcosa sta facendo il gioco di Rapinese. Significherebbe avvantaggiare l’uscente, come successo alle ultime elezioni, quando la candidatura alternativa di allora – rompendo l’unità del centrodestra – favorì l’accesso di Rapinese al primo turno. Tutte le sensibilità ora dovranno unirsi”.
E ancora: “Perché bisogna avere fretta? Manca non così tanto, ma elezioni non sono domani. Non c’è una scadenza legata al calendario. Quello che conta è essere amministrati da una figura che porti al primo posto dell’agenda politica competenza, autorevolezza, serietà, capacità di confronto, ascolto e dialogo”.
In caso di un profilo civico, resta forte il nome di Enrico Gelpi, presidente dell’Automobile Club Como. C’è poi la lista “Progetto Como” con Gioacchino Favara, presidente dello Yacht Club. Dubbi anche nell’area del centrosinistra. Ci sarebbe in discussone l’ex superdirigente comunale e provinciale Giuseppe Cosenza e rimane in auge Angelo Orsenigo, consigliere regionale dem di lunga esperienza. Ma si fa strada un’altra opzione al femminile: Elisabetta Patelli.



