Dopo Pd e Forza Italia, è il turno dei Giovani Democratici di Como: “Avere un posto in cui dormire, un pasto caldo e la possibilità di lavarsi è il minimo sindacale. Garantiamolo a tutte e tutti”. Con queste parole, in una nota, i giovani esponenti dem Alessandro Rossi e Anna Tagliabue lanciano un appello alla città.
Dormitorio permanente a Como, per i Giovani Democratici “serve un servizio di accoglienza stabile attivo tutto l’anno”
“Come Giovani Democratici di Como crediamo che non si possa affrontare il problema delle persone senza dimora limitandosi ad allontanarle dai luoghi in cui trovano riparo. Spostare le persone da una strada a un’altra significa soltanto spostare i problemi altrove“, scrivono. Da qui la necessità di avere a Como “un dormitorio permanente, perché la dignità non è né stagionale né emergenziale”.
“Il piano freddo e i servizi di accoglienza invernale sono importanti, ma non bastano. Immaginiamo una struttura che possa diventare un punto di riferimento per le persone in difficoltà. Un luogo in cui trovare un letto, servizi igienici e una doccia, ma anche qualcuno disposto ad ascoltare e aiutare“. Il servizio, per i Giovani Democratici di Como, dovrebbe garantire la presenza di operatori qualificati e volontari, “capaci di accompagnare le persone e aiutarle a orientarsi tra i servizi sociali e sanitari, individuando possibili percorsi per uscire dalla situazione di difficoltà in cui si trovano“, si legge ancora nel comunicato. In sostanza, un dormitorio che risponda certo al bisogno immediato di avere un tetto sotto il quale dormire, ma che offra anche aiuti concreti per provare a ricominciare.
“Non possiamo ricordarci delle persone senza dimora soltanto quando arriva il freddo, così come non possiamo considerare risolto il problema quando vengono allontanate da una piazza o da un portico. Dietro ogni persona che vive in strada c’è una storia diversa, che merita attenzione e rispetto”, sottolineano Tagliabue e Rossi. Per loro “occorre avviare un percorso insieme alle associazioni, alle realtà del terzo settore e a chi già opera sul territorio, per costruire un servizio di accoglienza stabile, capace di garantire continuità durante tutto l’anno e di non lasciare sole le persone in difficoltà”.
Poi l’appello: “Crediamo che Como debba saper guardare anche a chi resta ai margini, senza voltarsi dall’altra parte. E su questo vogliamo fare di più, vogliamo fare meglio”:



