Più di 230 studenti dai bambini del nido ai ragazzi delle medie, le loro famiglie e il personale potrebbero dover traslocare in un’altra sede. Mentre a Como da mesi tiene banco il piano di razionalizzazione dei plessi pubblici voluto dal Comune, c’è un altro polo educativo che finisce sotto ai riflettori per un possibile trasferimento. Si tratta della Scuola Montessori, realtà non statale paritaria espressione del metodo ideato e fondato dalla omonima pedagogista. Un’istituzione solida che vanta una storia lunga 60 anni e che ha la sua sede nell’immobile di via Bignanico. E proprio l’immobile, di proprietà comunale, è al centro delle recenti questioni. Scaduta la concessione è stato indetto un nuovo bando a marzo 2025, bando che è stato messo in stand by quando l’istituto ha presentato un partenariato pubblico privato per il quale, dopo le valutazioni di Palazzo Cernezzi, è arrivato a fine agosto scorso uno stop. Non è stato, infatti, riconosciuto l’interesse pubblico pertanto il procedimento di gara, che era stato sospeso, è stato riattivato con l’apertura, lo scorso 8 settembre, delle buste. Due le offerte presentate, quella, appunto, dell’Associazione Scuola Montessori e quella di Iexs Foundation, a quest’ultima, sulla base dell’offerta economica, è andata l’aggiudicazione provvisoria.
L’iter per l’aggiudicazione finale – è bene precisarlo – è ancora in corso. E da qui parte il comunicato diffuso dalla segreteria della Scuola Montessori che tiene a rassicurare alunni e genitori. “Ad oggi non esiste alcuna decisione definitiva che imponga di lasciare la sede. Qualora si rendesse necessario un trasferimento – si legge – la scuola è pronta ad attivarsi per garantire la piena continuità del proprio percorso educativo”.
“Qualora il trasferimento dovesse concretamente rendersi necessario – viene precisato – la scuola confida nella collaborazione dell’amministrazione comunale e di tutti gli attori coinvolti, affinché il passaggio possa essere affrontato nel modo e nei tempi più agevoli possibili, mettendo al centro il benessere dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie. La Scuola Montessori – si dice infine – continuerà a esserci, a Como, con la sua comunità e il suo metodo, come fa da più di 60 anni. Non è un addio. Cambiare sede non significa cambiare scuola ”. La speranza è che almeno si possa chiudere l’anno scolastico appena iniziato.


