Scuole di Como, con i fischietti contro chiusure e accorpamenti: le famiglie invadono il Comune

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La protesta delle famiglie invade il Comune di Como. “Fermare l’ennesimo piano di riorganizzazione delle scuole e aprire finalmente un confronto”: è questo l’appello che ha fatto da sfondo alla manifestazione organizzata da Nova Como a Palazzo Cernezzi, in concomitanza con il consiglio comunale dovesi discute la delibera relativa al nuovo piano scuole. Fischietti alla bocca, le associazioni, i politici, i docenti, i genitori e molti bambini si sono dati appuntamento alle 19 e si sono fatti sentire per ribadire il loro “no” al nuovo piano di dimensionamento scolastico.

“Il nostro appello – che non smettiamo di rivolgere all’amministrazione – è a fermarsi e ascoltare la città”, è il primo commento di Teresa Minniti, vicepresidente di Nova Como. “Como anche stasera si è fatta comunità per far sentire la propria voce. Non diciamo no a prescindere alla riorganizzazione, a fronte della denatalità, ma va fatta pianificando e confrontandosi. Como – aggiunge – dice no a certe scelte in cui non si riconosce”. Insieme a Minniti, il presidente Vincenzo Falanga che ha sottolineato: “Assenza di programmazione e di visione e a pagare sono i più piccoli e le loro famiglie. Questa amministrazione è incapace di ascoltare – sottolinea -. Le famiglie vivono nell’incertezza”.

La manifestazione dei fischietti contro la chiusura delle scuole. Famiglie, docenti e politici protestano in Comune a Como

Alle preoccupazioni delle famiglie si sono aggiunti una raccolta firme e diversi appelli. In ultimo quello di sei presidenti di consigli di istituto su otto istituti comprensivi, che hanno chiesto al sindaco di bloccare il nuovo ridimensionamento in quanto non vengono date indicazioni su lavori e tempistiche di intervento. Ora anche un presidio in Comune sotto il titolo “Finitela di giocare coi nostri bambini. Basta improvvisazione”. L’obiettivo è sempre lo stesso: chiedere all’amministrazione comunale un nuovo confronto, per ascoltare le richieste dei cittadini, sciogliere i dubbi e trovare possibili compromessi. “Armati” di striscioni, fiori colorati e fischietti (naturalmente), molti comaschi hanno voluto far sentire la loro voce.

Protesta con i fischietti che richiama quella organizzata nel 2014 dallo stesso Rapinese contro la giunta Lucini e la decisione di ampliare la zona a traffico limitato. Ora il tema è diverso: se contro la Ztl Nova Como ha organizzato una biciclettata di protesta, adesso i fischietti servono per dire “no” al nuovo piano scuole. E non è di certo la prima volta che la politica, al di là dei colori, si fa sentire in Comune con famiglie e docenti. Era già successo un anno fa, quando le polemiche riguardavano soprattutto la primaria Corridoni e quella di Ponte Chiasso (ora chiusa), oltre all’infanzia di via Salita Cappuccini (per il momento rimasta aperta).

Oggi, con il nuovo piano per l’anno 2027/2028, al centro resta la scuola elementare di via Sinigaglia, ma non solo. Torna l’infanzia Carluccio di via Volta, destinata a chiudere già nel 2024 insieme alla primaria Sauro di via Perti. Polemiche anche per l’infanzia di via Amoretti a Monte Olimpino, chiusa dal 2023 e al centro di un progetto di ristrutturazione che però, ad oggi, non è stato realizzato. E ora il nuovo piano scuole propone il trasferimento definitivo dei bambini nella struttura di via Don Luigi Monza a Ponte Chiasso, dove è già stata collocata una parte delle classi. Al centro delle proteste pure il piano di riorganizzazione dei comprensivi, che da 8 passeranno a 5 con riduzioni e accorpamenti.